ROMA - Da un lato l’elemento intangibile della credibilità, il curriculum da esibire davanti a una grande figura del calcio italiano; dall’altra la necessità, ben più prosaica, di far quadrare i conti. Si muove lungo questi due binari la prima sfida di Giovanni Malagò come presidente della Federcalcio.

L’ambizione del dirigente che ha guidato il Coni e i Giochi di Milano-Cortina deve abbracciare inevitabilmente la necessità di costruire un progetto compatibile con il budget a disposizione.

C’è un bilancio da approfondire e Malagò lo farà in questi giorni al ritorno da Losanna, dove il nuovo numero 1 di via Allegri ha preso parte alla sessione straordinaria del Cio, di cui è e resterà membro. A oggi nessuna offerta è stata formalizzata a potenziali commissari e direttori tecnici. L’ordine di priorità però, quello sì, sembra chiaro: prima la nomina del dt - una nuova figura -, poi quella del ct a cui affidare il nuovo corso azzurro.

I primi contatti avranno luogo in questi giorni e i nomi si rincorrono. Paolo Maldini, Claudio Ranieri, Gianluigi Buffon come possibili direttori tecnici. Roberto Mancini e Antonio Conte come candidati per un ritorno sulla panchina azzurra.

Prima però bisogna studiare la fattibilità delle operazioni, un compito da incastonare in un’agenda già fittissima. Domani sera è in programma l’incontro con Andrea Abodi. “Sono pronto ad ascoltare quello che è il programma operativo, perchè mi aspetto qualcosa prima di tutto dal calcio e poi vediamo quello che potremmo fare insieme”, ha spiegato oggi il ministro per lo Sport e i Giovani.

Mercoledì prossimo andrà invece in scena il primo consiglio Figc del mandato Malagò. Di fatto è il presidente l’unica new entry, vista la conferma in blocco del consesso di via Allegri. La vicinanza temporale fa sì che tra il “varie ed eventuali” all’ordine del giorno possa trovare posto anche una comunicazione sulle figure tecniche apicali di Coverciano. La scelta spetta al presidente e il Consiglio dovrà esserne soltanto informato, sebbene in passato il passaggio sia avvenuto in modo informale, senza nemmeno la convocazione di una riunione. Quel che è certo è che l’ora delle consultazioni è scattata dal post Losanna. C’è una “scelta di cuore”, come l’ha definita Malagò, da compiere.

Serve un top coach, più che un profilo cresciuto nella filiera tecnica di Coverciano. “In un altro momento storico avrei sposato un’idea così, un po’ come è stato per Bearzot. In questo momento, con questa pressione dell’opinione pubblica, è difficile ragionare in questo modo”, aveva detto Malagò subito dopo l’elezione.

Serve un grande nome, quindi. E, prima ancora, una grande figura con cui sceglierlo.