PECHINO - Il premier cinese Li Qiang ha respinto la narrazione occidentale del cosiddetto “China Shock 2.0”, sostenendo che debba essere sostituita da una lettura opposta, quella della “Opportunità Cina 2.0”.

Lo ha affermato intervenendo alla sessione inaugurale del Forum economico mondiale dei nuovi campioni, il Summer Davos, in corso a Dalian, nella provincia nord-orientale del Liaoning, secondo quanto riportato dal South China Morning Post. 

“Ciò che le tecnologie e i prodotti cinesi nei settori emergenti portano al mondo non è uno shock, ma un’opportunità; non una minaccia, ma empowerment”, ha dichiarato Li, presentando la Cina come un fattore di sostegno alla crescita globale. 

Nel suo intervento, il premier ha inoltre respinto le accuse secondo cui la competitività cinese sarebbe sostenuta da sussidi statali, attribuendola invece alla capacità industriale, al lavoro delle imprese e alla dimensione del mercato interno. “Il governo cinese non è ancora così ricco, e non potrebbe permettersi nemmeno questi sussidi”, ha affermato. 

Secondo Li, “l’innovazione cinese nasce dal duro lavoro di tutti nel rafforzare le nostre capacità interne. Sappiamo bene che non esistono scorciatoie nella ricerca e nello sviluppo scientifico e tecnologico”. 

Il premier ha citato Huawei Technologies come esempio di resilienza rispetto alle pressioni esterne e alle restrizioni commerciali. L’azienda, ha ricordato, ha continuato ad aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo nonostante i blocchi internazionali. Li ha indicato un totale di circa 1.000 miliardi di yuan (pari a 148 miliardi di dollari) investiti nel settore nell’ultimo decennio. 

In questo quadro, il leader cinese ha descritto la Cina come un possibile “rifugio sicuro” per l’economia globale in una fase di crescente instabilità.

“Di fronte ai molteplici shock provocati dalle carenze energetiche internazionali e dalle gravi interruzioni delle catene globali di approvvigionamento, la capacità della nostra economia di mantenere una crescita stabile ha immesso una preziosa certezza in un mondo di crescente incertezza”, ha detto. 

Il messaggio arriva mentre le tensioni geopolitiche, inclusa la guerra in Iran, continuano a pesare sui mercati energetici e sulle catene commerciali globali. La Cina resta relativamente al riparo dal conflitto, ma la sua crescita ha mostrato segnali di rallentamento negli ultimi mesi, dopo un’espansione del 5 per cento nel primo trimestre. 

Nonostante ciò, Li ha ribadito la fiducia del governo nel raggiungimento degli obiettivi economici. “Abbiamo la fiducia e la capacità di mantenere questo buon inizio, sostenere il nostro slancio di sviluppo e continuare a scrivere nuovi capitoli dello sviluppo di alta qualità della Cina”, ha affermato. Pechino ha fissato per quest’anno un obiettivo di crescita del Pil tra il 4,5 e il 5 per cento. 

I dati macroeconomici più recenti mostrano però un quadro disomogeneo: a maggio le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,6 per cento su base annua, segnando il primo calo dalla fine delle restrizioni anti-Covid, mentre le esportazioni sono aumentate del 19,4 per cento nello stesso periodo, evidenziando uno squilibrio crescente tra domanda interna ed export. 

La forza delle esportazioni cinesi ha alimentato preoccupazioni in Europa e in altri mercati per l’impatto sulle industrie locali, rafforzando la narrativa del “China Shock 2.0”. I critici parlano di sovraccapacità industriale, in un contesto in cui il surplus commerciale cinese ha raggiunto livelli record, vicino a 1.200 miliardi di dollari nel 2025, trainato soprattutto da veicoli elettrici e prodotti ad alta tecnologia. 

Li ha però sostenuto che la Cina non esporta più soltanto produzione a basso costo, ma anche innovazione. “Per le imprese di tutto il mondo, la opportunità Cina 2.0 significa empowerment innovativo a tutto campo e opportunità di investimento ad alto rendimento”, ha affermato. 

Tra gli esempi citati figura Unitree Robotics, azienda dello Zhejiang, indicata come caso di crescita rapida nel settore della robotica umanoide: secondo Li, la società sarebbe passata da una valutazione di 10 milioni di yuan nel 2016 a circa 42 miliardi di yuan oggi. “Credo che aziende cinesi promettenti come questa non siano affatto limitate a Unitree e siano sempre più numerose”, ha aggiunto. 

Il premier ha tuttavia riconosciuto anche l’emergere di nuove criticità legate allo sviluppo tecnologico, in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale.

“Lo sviluppo dell’Ia ha migliorato l’efficienza dell’innovazione, ma non possiamo ignorare rischi come la perdita di controllo tecnologica e le ricadute etiche, che diventano sempre più evidenti nell’attuale fase dello sviluppo tecnologico – ha affermato –. In questo nuovo contesto, una cooperazione più stretta è l’unico modo per promuovere l’innovazione e affrontare rischi e sfide diversi”.

Il Summer Davos di quest’anno è dedicato al tema “Innovare su larga scala” e riunisce oltre 1.700 delegati provenienti da più di 90 Paesi e regioni, tra cui i primi ministri di Bangladesh, Kazakistan, Mongolia e Corea del Sud.