UDINE - Il Tribunale civile ha riconosciuto la responsabilità omissiva dei sanitari dell’ospedale di Tolmezzo nelle ore che precedettero la nascita di Viola, la bambina venuta alla luce senza battito cardiaco il 10 luglio 2019.  

L’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale è stata condannata a risarcire con oltre 800 mila euro i genitori, Marina Piller, 42 anni, ex atleta e campionessa di sci di fondo, il marito e i familiari più stretti. 

La sentenza non è stata impugnata ed è quindi divenuta definitiva. A rendere nota la vicenda è stata la stessa Piller, spiegando che il pronunciamento rappresenta per la famiglia soprattutto un riconoscimento della dignità della figlia e del legame genitoriale con la bambina. 

Secondo quanto stabilito dal giudice civile, i primi segnali di sofferenza fetale emersi durante il monitoraggio non sarebbero stati adeguatamente affrontati, impedendo un intervento tempestivo. La vicenda era stata in precedenza archiviata sul piano penale, ma la famiglia aveva poi avviato un’azione civile, al termine della quale è stato riconosciuto il danno. 

Come riportato dal Messaggero Veneto, Piller ha denunciato anche la mancanza di un adeguato supporto umano e psicologico nelle ore successive al parto. L’ex campionessa ha detto di non aver mai ricevuto, in quasi sette anni, spiegazioni o scuse per quanto accaduto. 

Il risarcimento, ha annunciato, sarà destinato a un progetto dedicato ai bambini meno fortunati, nel nome di Viola. “Perdere un figlio è devastante, ma sapere che si poteva salvare fa ancora più male”, ha dichiarato al Messaggero Veneto l’ex atleta.