ROMA – Le dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, sul presunto ruolo dell’Italia nella guerra statunitense contro l’Iran aprono un nuovo fronte di scontro politico.
Le opposizioni chiedono alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di riferire in Parlamento, mentre il ministero della Difesa interviene con una smentita e assicura che l’uso delle basi italiane è avvenuto nel rispetto delle “procedure previste dagli accordi esistenti”.
In un’intervista a Fox News, Rutte ha affermato che l’Italia avrebbe avuto un ruolo “massiccio” nel supporto alla missione guidata dagli Stati Uniti, citando anche un numero preciso, almeno “500 voli militari americani decollati dal territorio italiano” a sostegno dell’operazione.
In una nota, il ministero della Difesa ha definito la dichiarazione “totalmente fallace” e frutto di una “confusione sulla tipologia dei voli autorizzati”, precisando che l’Italia avrebbe consentito l’uso delle basi solo per attività “tecniche e logistiche”, escludendo qualsiasi autorizzazione per azioni “cinetiche”, cioè di combattimento diretto.
Nella nota si esprime anche sorpresa per le parole di Rutte: “Sarebbe bastato un approfondimento alla fonte per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto e avviene ogni giorno”.
Prima della smentita del ministero, le opposizioni avevano accusato il governo di non aver chiarito in modo completo il ruolo italiano.
Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha parlato del crollo delle “favolette del governo” e ha definito quella in Iran una “guerra illegittima” in cui, a suo giudizio, il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe trascinato Donald Trump, con conseguenze negative anche per l’economia italiana.
Il leader pentastellato ha richiamato le recenti parole di Meloni, che aveva detto di non condannare né condividere l’operazione, e ha attaccato: “Se avesse condiviso, di voli ne sarebbero partiti 5.000?”.
Anche Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, ha chiesto un chiarimento immediato, dichiarando che le affermazioni di Rutte confermerebbero “le preoccupazioni che avevamo manifestato in Parlamento, ricevendo vaghe rassicurazioni dal Governo”.
Angelo Bonelli, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha ipotizzato che i recenti scambi di accuse tra Meloni e Trump siano stati una “sceneggiata”, per coprire il reale sostegno militare garantito agli aerei statunitensi e ha annunciato un’interrogazione al governo per ottenere elenco e date dei decolli. Sulla stessa linea il compagno di partito Nicola Fratoianni: “O hanno mentito al Parlamento o Rutte ha preso un colpo di calore. Si tratta di una vicenda gravissima qualunque sia la versione veritiera”.
Dopo la nota della Difesa, invece la maggioranza ha accusato le opposizioni di strumentalizzare la vicenda.
Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, ha sostenuto che “nessuna autorizzazione è stata concessa per attività offensive o cinetiche”, e accusando di attribuire al governo “responsabilità che non esistono” e alimentare “una narrazione utile solo alla propaganda”.