LUCCA - Ha ucciso la moglie e il figlio con un fucile da caccia, poi ha atteso l’arrivo dei carabinieri nella sua abitazione sulle colline di Camaiore, in provincia di Lucca.  

Piero Moriconi, 63 anni, operaio edile, è accusato di duplice omicidio volontario per la morte della moglie Kety Andreoni, 52 anni, casalinga, e del figlio Mirko Moriconi, 24 anni, cameriere e cantante amatoriale. 

Il delitto si è consumato in un piccolo borgo sulle colline della Versilia. Secondo una prima ricostruzione, Moriconi avrebbe sparato a entrambi quando il figlio è rientrato a casa, dopo aver pranzato dalla zia.  

Erano circa le 14.30 quando gli spari hanno richiamato vicini e parenti. Al loro arrivo, il sessantatreenne era seduto su un muretto, mentre i corpi della moglie e del figlio erano a terra nel giardino. L’arma, regolarmente denunciata, era già stata riposta in casa. 

Secondo quanto riferito da alcuni presenti, Moriconi avrebbe detto: “Mi sono liberato di loro”. Gli investigatori stanno ora lavorando per chiarire il movente e ricostruire il contesto familiare in cui è maturato il gesto.  

Da tempo, secondo il racconto di chi vive nella zona, ci sarebbero stati liti e contrasti, e diversi abitanti avevano notato segnali di disagio nel sessantatreenne. 

All’arrivo dei carabinieri, l’uomo non ha opposto resistenza. Sul posto sono arrivati anche i mezzi del 118 della Versilia ed era stato attivato l’elisoccorso, ma non si è potuto fare altro che constatare i decessi. 

Il sindaco di Camaiore, Marcello Pierucci, ha espresso il dolore della comunità. “Questa vicenda lascia attonita la comunità di Camaiore, è difficile entrare nelle dinamiche di questo gesto”, ha detto.