MELBOURNE - La creatività risiede, in parte, nella capacità di notare dettagli che la maggioranza ignora e alcuni momenti della vita rimangono impressi nella memoria proprio per quei particolari.
Per Francesca Zucchi, graphic designer e direttrice creativa “dei progetti, non delle persone”, come ha sottolineato, i dettagli che hanno aperto le porte su un mondo da scoprire erano racchiusi in uno studio grafico di Udine che, da bambina, ha visitato per caso con la zia.
“Mi è sembrato un posto stranissimo e affascinante”, ricorda parlando di quello spazio popolato da bozzetti, retini, tavoli luminosi e taglierini. In quel momento, nasce il desiderio “di lavorare con le immagini e con le parole”, un’idea che non l’ha abbandonata con il passare degli anni e che l’ha portata a iscriversi all’Istituto d’Arte Giovanni Sello nella sua città.
Dopo le superiori e una breve esperienza al DAMS di Bologna, la creativa sente forte il richiamo della progettazione e si iscrive a un corso finanziato dall’Unione europea che le offre non solo l’opportunità di seguire le lezioni di alcuni dei nomi emergenti nel mondo della grafica – tra cui Francesco Messina, Ferruccio Montanari, Giorgio Camuffo, Artemio Croatto, Laura Morandini e Roberto Duse –, ma anche di trascorrere un breve periodo a Londra visitando studi grafici internazionali.
“Alla fine del corso sono andata da Francesco (Messina, ndr) chiedendogli di fare la ‘garzona di bottega’ – racconta divertita –. Lui ha accettato e ho cominciato a lavorare con lui”. Dopo qualche mese, uno degli altri mentor del corso, Giorgio Camuffo, diventa direttore creativo di Fabrica, il centro di ricerca e sviluppo sulla comunicazione del gruppo Benetton, cofondato dal fotografo Oliviero Toscani e da Luciano Benetton.
È grazie a questo collegamento che Francesca Zucchi viene coinvolta in alcuni progetti legati alla comunicazione del gruppo Benetton, ma anche messa in contatto con giovani talenti che risiedevano in Fabrica. Conclusa questa esperienza, rientra a Udine nello studio di Messina, dove rimarrà per i successivi diciotto anni.
Qui, si forma e cresce come professionista, cominciando a lavorare nel mondo dell’editoria e realizzando quel sogno infantile di unire parole e immagini. Parallelamente, segue progetti legati alla musica, all’allestimento di mostre e musei e alla comunicazione aziendale.
“Una grande palestra da cui sono uscita diversa”, ricorda con gratitudine.
Terminato questo capitolo, si apre una nuova fase della sua vita personale e professionale che la porta a trasferirsi a Venezia, città del compagno. Qui avvia l’attività di freelance, collaborando con alcune delle principali case editrici italiane e firmando copertine e progetti editoriali per realtà come Bompiani, Laterza, Rizzoli, Skira e Il Saggiatore.
Nel 2022, in occasione della presentazione di un libro di poesie per ragazzi di Ilaria Rigoli - illustrato da Ilaria Faccioli e del quale aveva curato il progetto grafico -, conosce Grazia Gotti, una delle ideatrici del Junior Poetry Festival di Castel Maggiore, vicino a Bologna.
Il festival, che dal 2019 richiama nella cittadina emiliana bambini e ragazzi da tutta Italia per esplorare il linguaggio e il pensiero poetico, diventa, grazie a Francesca Zucchi e Ilaria Faccioli, anche un periodico, il Junior Poetry Magazine.
Si tratta di un progetto editoriale curato in ogni minimo dettaglio, pensato per bambini e ragazzi dagli 8 ai 14 anni, con poesie e giochi di parole che invitano a esplorare il linguaggio nelle sue diverse forme, anche attraverso la grafica, i colori e le attività proposte. Un piccolo gioiello che, in ogni edizione, approfondisce un tema diverso: un viaggio poetico accompagnato da illustratori e poeti che cambiano di volta in volta, offrendo prospettive sempre differenti.
“Il mio parco giochi”, lo definisce Zucchi, che attraverso l’abilità della progettazione grafica riesce a fornire diversi livelli di lettura alle pagine, rendendo il magazine fruibile a una fascia così ampia di lettori.
Sebbene sia pensato per i ragazzi, non contiene poesie scritte dai ragazzi. L’obiettivo è, piuttosto, dimostrare ai giovani un percorso possibile, indicando una strada attraverso cui coltivare la loro passione.
“In ogni numero alleghiamo una serie di gadget di carta e cartoline che invitano a scrivere poesie e poi a mandarcele”, spiega Zucchi, che ha immaginato “un’antologia a puntate, stampata sulla carta leggera delle vere antologie, che esce con ogni edizione, a sedicesimi, e con le istruzioni per rilegarla”.
Probabilmente sono proprio la continua ricerca e la curiosità gli elementi fondanti del lavoro della creativa, che prende molto sul serio non solo i progetti editoriali – attraverso cui ha potuto incrociare il cammino di Umberto Eco e della premio Nobel Olga Tokarczuk, tra gli altri –, ma anche quello del periodico dedicato ai più giovani, ai quali si rivolge con grande rispetto.
Tra poster, attività, illustrazioni e testi, il Junior Poetry Magazine è infatti un piccolo laboratorio di scoperta del mondo poetico, una fonte di ispirazione e un rifugio nella bellezza per le nuove generazioni.
Sono oltre un centinaio le librerie conquistate dall’originalità di questo progetto editoriale, distribuito in Italia e in diverse città del mondo, da New York a Barcellona, da Bruxelles ad Atene, e che sarà presto disponibile anche in inglese.
E, in un momento storico in cui si fatica a trovare segnali di speranza, confidiamo che la poesia e i ragazzi siano capaci di illuminare il mondo.