ROMA - Doveva essere una delle ultime prove prima della parata della Festa della Repubblica italiana del 2 giugno. Si è trasformata invece in una notte di caos e paura quando alcuni cavalli impiegati nelle esercitazioni sul percorso del corteo si sono imbizzarriti dopo l’esplosione di una batteria di fuochi d'artificio nei pressi dei recinti, scatenando una fuga incontrollata che ha seminato il panico.

Tra i feriti, una soldatessa dei Lancieri di Montebello, ricoverata in ospedale con diverse costole rotte e un polmone perforato. Altri due militari dell’Esercito sono stati portati al pronto soccorso. Colpita al volto anche un’agente di polizia, travolta dalla confusione di quei momenti concitati. Una quindicina di cavalli ha riportato ferite di varia entità ed è stata affidata alle cure dei veterinari. Secondo quanto riferito da una testimone, uno degli animali sarebbe morto d’infarto.

I botti sarebbero partiti da una batteria pirotecnica installata lungo una strada adiacente all’area delle prove. L’ipotesi investigativa, al momento, punta su quattro vigili urbani: uno avrebbe materialmente acceso la miccia, gli altri tre erano presenti sulla scena. Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia Roma Centro, con la collaborazione della polizia locale. Una prima informativa è già stata trasmessa in Procura.

I video sequenziali acquisiti dagli investigatori e le testimonianze raccolte avrebbero evidenziato una netta coincidenza temporale tra l’accensione dei fuochi e la fuga degli animali, che hanno percorso chilometri tra i veicoli in transito, danneggiando decine di auto parcheggiate lungo il percorso e scontrandosi violentemente contro mezzi militari e ostacoli.

“È stata la nottata più spaventosa della mia vita, ve lo giuro”, ha raccontato una militare presente sul posto in un messaggio vocale ai colleghi diffuso nelle ore successive all’incidente. Secondo la sua testimonianza, i fuochi sarebbero stati accesi mentre i reparti erano ancora fermi, poco prima dell’inizio delle esercitazioni. “Noi non sapevamo niente, eravamo sciolti prima di iniziare la parata”, ha spiegato. Poi il boato improvviso e “i cavalli della fanfara si sono spaventati, quelli dei lancieri sono partiti travolgendo chiunque avessero davanti”.

La situazione è precipitata rapidamente, aggravata dal fatto che molti militari si trovavano a terra accanto agli animali nel momento dell’esplosione. “Il mio cavallo ha fatto tre o quattro piroette - racconta ancora la testimone -. Ho pensato: ecco, adesso parte e muoio”. Poi le immagini degli animali in preda al panico, “sbattevano contro i mezzi militari, cadevano, si rialzavano e ripartivano. Non capivano più nulla”.

Il comandante della polizia locale, Mario De Sclavis, ha assicurato che non ci saranno sconti: “Saremo intransigenti. Stiamo verificando se ci siano altre persone coinvolte, perché un conto è fermarsi a curiosare, un altro è essere consapevoli di quello che sta succedendo”. De Sclavis ha inoltre rivelato che quella di accendere petardi durante le prove della parata sarebbe “una becera usanza che va avanti da diversi anni”, alla quale, sottolinea, i suoi agenti non avrebbero mai partecipato in passato.

I vigili coinvolti nell’episodio sono stati immediatamente esclusi dai servizi previsti per la Festa della Repubblica, primo provvedimento cautelare in attesa che vengano accertate le responsabilità a vario titolo.