CANBERRA - One Nation è diventato il partito con il consenso più alto nel voto primario, secondo un sondaggio Redbridge Group/Accent Research pubblicato oggi dall’Australian Financial Review.
La rilevazione assegna al partito di Pauline Hanson il 31 per cento, quattro punti in più rispetto al mese precedente. Il Partito laburista scende al 28 per cento, tre punti in meno dopo il bilancio federale presentato il 12 maggio, mentre la Coalizione cala al 20 per cento. I Verdi perdono un punto e si fermano al 12 per cento, mentre la categoria degli “altri” partiti, deputati indipendenti inclusi, sale al 9 per cento.
Nel voto bipartitico preferenziale, calcolato chiedendo agli elettori come indirizzerebbero le proprie preferenze, il Partito laburista resta davanti a One Nation per 51 a 49. Il sondaggio è stato condotto tra lunedì e giovedì della scorsa settimana su un campione di 1.005 elettori, con un margine d’errore stimato al 3,4 per cento.
Il dato conferma la fase difficile per i partiti tradizionali. Il 63 per cento degli intervistati ritiene che l’Australia stia andando nella direzione sbagliata. Secondo il direttore di Redbridge, Tony Barry, questo clima negativo alimenta il voto anti-establishment e la convinzione, in una parte crescente dell’elettorato, che la risposta si trovi fuori dalle maggiori forze politiche.
Il saldo di gradimento di Hanson, cioè la differenza tra approvazione e disapprovazione, è pari a zero. Nessun leader incluso nel sondaggio registra un saldo positivo: il primo ministro Anthony Albanese è a meno 19, mentre il leader Liberale Angus Taylor e il leader dei Nazionali Matt Canavan sono entrambi a meno quattro.
Albanese resta comunque il candidato preferito per la carica di primo ministro, con il 31 per cento. Hanson è al 25 per cento, Taylor al 14. Il vantaggio del leader Laburista si è ridotto di due punti, mentre Hanson è salita nella stessa misura.
Prima della pubblicazione del sondaggio, Hanson, ospite di Sky News, aveva affermato di ritenere che i parlamentari di One Nation sarebbero in grado di formare un governo competente. La senatrice ha anche confermato di valutare una candidatura alla Camera dei Rappresentanti alle prossime elezioni, senza indicare il seggio. Per convenzione, in Australia il primo ministro siede nella Camera bassa, non al Senato.