CANBERRA - Partita tre anni fa dall’Abruzzo verso l’Australia con l’idea di fermarsi appena sei mesi, Alessia Di Antonio si trova oggi a insegnare la sua lingua madre a oltre cento studenti della scuola maschile St Edmund’s College di Canberra.
Come tanti giovani italiani, anche Di Antonio è arrivata Down Under per mettersi alla prova e fare un’esperienza come assistente linguistica, prima di riconsiderare tutto e trasformare quello che doveva essere un soggiorno temporaneo, in un nuovo progetto di vita e di carriera.
Arrivata nella capitale australiana nell’ottobre del 2023 da Teramo, dopo tre anni di insegnamento nella scuola pubblica italiana, Alessia Di Antonio comincia il suo percorso come assistente linguistica per la Società Dante Alighieri di Canberra.
A pochi mesi dal suo arrivo, le si presenta un’occasione inattesa: il St Edmund’s College cercava un docente di italiano. Da gennaio 2024 è iniziata così una nuova fase professionale in un sistema scolastico molto diverso da quello italiano.
L’inserimento non è stato immediato, oltre alle differenze organizzative, è stato necessario affrontare il lungo processo di riconoscimento della qualifica attraverso il Teacher Quality Institute dell’ACT.
Traduzioni ufficiali, certificazioni universitarie e documentazione aggiuntiva hanno reso il percorso piuttosto lungo e complesso. Ma a pesare, soprattutto all’inizio, è stata la barriera linguistica, anche se, come racconta l’insegnante, non era sola lungo il cammino: “I miei colleghi sono stati molto disponibili.
Devo molto a loro per avermi aiutato a inserirmi”. Una delle sfide più impegnative di Alessia Di Antonio è probabilmente stata la revisione del programma di italiano, introdotto solo qualche anno prima del suo arrivo alla scuola e in maniera non del tutto strutturata. “Ho dovuto creare il programma praticamente da zero - spiega -, seguendo ovviamente le direttive nazionali”.
Oggi Di Antonio insegna italiano da Anno 7 ad Anno 10, oltre ad alcune classi della scuola primaria, per un totale di circa 100-120 studenti. Al St Edmund’s l’apprendimento di una lingua è obbligatorio nei primi anni, con gli studenti di Anno 7 che devono scegliere tra italiano e giapponese e continuare almeno per un semestre anche negli anni successivi. Una sfida importante soprattutto perché è in quel momento che si decide se continuare o meno lo studio della lingua.
Per mantenere alta la motivazione dei ragazzi, la scuola cerca di offrire alle classi occasioni di esperienza diretta e coinvolgimento culturale. Accanto alla grammatica di base, largo spazio viene dato alle attività pratiche e ai laboratori legati alla cultura.
“L’anno scorso abbiamo portato gli studenti in un ristorante italiano per una giornata dedicata a preparare la pizza e la pasta, mentre in un’altra occasione hanno partecipato all’Italian Film Festival di Canberra dove hanno visto la commedia 10 giorni con i suoi”, ha ricordato l’insegnante.
Grande attenzione viene dedicata anche alle tradizioni e alla storia italiana. In occasione dell’Harmony Day sono stati organizzati degli incontri con i membri della comunità provenienti dall’Italia e da altri Paesi. Un’occasione per riflettere sull’immigrazione e sull’identità culturale, temi affrontati anche attraverso il racconto personale dell’insegnante, che ha condiviso con i ragazzi la propria storia migratoria.
La collaborazione con le istituzioni italiane rappresenta un altro elemento centrale del progetto educativo. Negli ultimi mesi la scuola ha lavorato insieme all’Ambasciata d’Italia a Canberra e alla Società Dante Alighieri per organizzare workshop culturali e iniziative dedicate agli studenti. Durante una giornata speciale dedicata alle lingue, il personale dell’Ambasciata ha tenuto un laboratorio sulle maschere tradizionali italiane, portando a scuola vere maschere veneziane.
Con il supporto della Dante Alighieri è stata anche organizzata una cerimonia di premiazione per gli studenti più meritevoli di italiano. Ai ragazzi più giovani è stato regalato il libro di Pinocchio, mentre a quelli degli ultimi anni una copia della Divina Commedia.
Dante, però, resta ancora un autore difficile da affrontare, “purtroppo è troppo avanzato per il livello che insegno attualmente”, spiega Di Antonio.
Il progetto più ambizioso dell’agenda di Alessia Di Antonio è quello previsto per il 2027: il primo viaggio culturale in Italia organizzato nella storia della scuola. L’idea è portare gli Anni 9 e 10 a Roma, Firenze, Siena e Venezia per un’immersione linguistica e culturale. Non si tratterà quindi di uno scambio, ma di un vero tour educativo.
“È la prima volta che la scuola organizza un viaggio in Italia”, racconta sorridendo e tradendo una certa emozione per la responsabilità che rappresenta il progetto, segno concreto della crescita dell’italiano all’interno dell’istituto.
Dietro il successo del programma c’è la volontà di creare connessioni culturali, esperienze e relazioni umane. Un approccio grazie al quale l’italiano, in pochi anni si sta ritagliando uno spazio sempre più importante al St Edmund’s College.