MELBOURNE – Sorridenti ed emozionati, ma anche carichi di quell’energia che accompagna ogni avventura. Sono gli assistenti di italiano, arrivati a Melbourne nelle scorse settimane, tramite il programma del Co.As.It., e che daranno supporto durante le lezioni di italiano nelle scuole del Victoria.
Un grande valore aggiunto per gli insegnanti di lingua che, con l’aiuto di questi giovani, dimostrano ai propri studenti che l’italiano è una lingua viva e vivace e che la cultura ne è parte integrante.
Venti i ragazzi provenienti da tutta Italia che si fermeranno a Melbourne per il resto dell’anno, portando nelle classi di scuole elementari e superiori l’autenticità della loro lingua, compresi gli accenti e le espressioni regionali.
E, da parte loro, vivranno un’esperienza indimenticabile entrando in contatto con un sistema scolastico e uno stile di vita molto diverso da quello a cui sono abituati.
Al loro arrivo, gli assistenti hanno passato alcuni giorni al Co.As.It. dove Michela Pellizon - responsabile dell’area didattico-linguistica del Co.As.It. di Melbourne - insieme ai colleghi ha illustrato loro le linee guida per orientarsi nel sistema scolastico australiano e nella gestione quotidiana del loro soggiorno Down Under, prima di cominciare il lavoro nelle scuole del Victoria.
Dai loro racconti emerge la voglia di scoperta, di conoscere mondi lontani dai loro, come ha spiegato Jean: “Mi piacciono le nuove avventure e le nuove esperienze”, ha spiegato, dicendosi convinto che il tempo trascorso a Melbourne porterà “un grande cambiamento” nella sua vita professionale e personale.
Yasmin, laureata in Lingue e letterature, non ha esitato a candidarsi per un’esperienza in Australia perché è certa di voler vivere all’estero: “Sto facendo più esperienze possibili per capire qual è il posto adatto a me per stabilirmi finalmente. Sono estremamente curiosa dell’Australia, anche se è dall’altra parte del mondo”.
La decisione di Anna, friulana di origine, di trascorrere otto mesi a Melbourne è nata dalla volontà di immergersi in un contesto scolastico diverso da quello italiano, dove poter osservare un approccio all’apprendimento basato sul gioco e la scoperta piuttosto che sulle lezioni frontali. Essere qui rappresenta per lei la realizzazione di un sogno, perché fare un periodo di insegnamento all’estero era tra i suoi “obiettivi per il dopo laurea”.
La voglia di mettersi alla prova è ciò che ha spinto Antonio, 27 anni, a partecipare al bando di concorso del Co.As.It. Trasferitosi in Giappone dalla provincia di Caserta, per un tirocinio, presso il centro italiano di Fukuoka, Antonio ha scoperto la passione per l’insegnamento ed è ora “curioso di capire come funziona il sistema scolastico australiano rispetto a quello italiano e giapponese”.
Alcuni degli assistenti hanno già esperienze di insegnamento, come Martina, maestra di scuola primaria a Savona, dove insegnava a una classe di seconda elementare. Pronta a confrontarsi con un nuovo approccio che la arricchirà nel suo lavoro, è ansiosa di vedere dove questo percorso la porterà perché, ha detto, “so che dovrò abbandonare tantissimi preconcetti e abitudini del mio lavoro”.
Anche Arianna, una 25enne di Rivolta d’Adda, ha già lavorato nelle classi di una scuola primaria mentre studiava per conseguire la laurea in Scienze della formazione.
Con la volontà di continuare la formazione, ha partecipato al bando del Co.As.It., “ma nel frattempo mi sono anche iscritta a un master di Didattica dell’italiano come seconda lingua”. I mesi trascorsi in classe come assistente di italiano, saranno per lei la combinazione perfetta tra teoria e pratica.
Se l’insegnamento è una vocazione, Francesca, 26 anni, ne ha sentito il richiamo così forte da decidere di raddoppiare l’esperienza come assistente, trasferendosi da Sydney a Melbourne.
“Mi sono laureata l’anno scorso a gennaio in Linguistica italiana alla Sapienza a Roma e dopo due mesi mi sono ritrovata a Sydney. Ho partecipato al bando [per diventare assistente di italiano] un po’ per caso e un po’ per paura di non riuscire a insegnare in Italia”.
La giovane romana ha raccontato come il tempo trascorso in classe le abbia chiarito le idee sul futuro: “Qui in Australia ho capito che l’insegnamento è effettivamente quello che voglio fare” e avrà modo di portare la sua passione in una scuola superiore femminile di Melbourne.
Il programma di assistentato linguistico esiste da tre decenni, ma continua ad essere non solo “un esempio virtuoso di cooperazione culturale, educativa e istituzionale tra Italia e Australia”, come l’ha descritto la console Chiara Mauri in occasione del 30esimo anniversario, ma anche un’esperienza formativa e indelebile per questi giovani e per tutti gli studenti che avranno il privilegio di averli in classe.