La pasta è stata distribuita gratuitamente, secondo la regola che la tradizione impone da più di ottant’anni: non si vende, si condivide.
Ad accompagnare la serata, intrattenimento musicale a cura della Women’s Underground Tambourine Orchestra, un gruppo formatosi per questa sola serata, e interventi. Il riferimento storico è al 25 luglio 1943. Alla notizia della destituzione e dell’arresto di Benito Mussolini, i Cervi, papà Alcide e i suoi sette figli, contadini del Reggiano, rimediarono la farina, presero a credito burro e formaggio e cucinarono a Gattatico 380 chili di pasta, poi offerti alla popolazione del vicino paese di Campegine.
Una festa che la famiglia descrisse come il più bel funerale del fascismo. “Ho sentito tanti discorsi sulla fine del fascismo, ma la più bella parlata è stata quella della pastasciutta in bollore”, avrebbe poi commentato Alcide Cervi.
Pochi mesi dopo i sette fratelli furono catturati e fucilati in rappresaglia per le azioni partigiane.
Da quel gesto è nata una rete che oggi conta centinaia di iniziative ogni estate, promosse dall’Istituto Alcide Cervi di Gattatico insieme all’ANPI e a decine di associazioni, dall’Italia all’Europa fino alle Americhe e all’Australia: una ricorrenza nel nome della condivisione e dei valori di antifascismo, libertà, giustizia e democrazia.
Nel materiale diffuso per l’evento del 24 luglio la FILEF ha ribadito il senso politico della ricorrenza: la pasta va condivisa con chi aspira a una società fondata su giustizia, libertà, democrazia partecipativa diretta e uguaglianza in ogni sfera socio-economica. Oggi più che mai, secondo la FILEF di Sydney, servono vigilanza e alleanze ampie in difesa della partecipazione democratica: e nemmeno l’Australia è immune dalle forze che, dietro una retorica populista e un nazionalismo di facciata, spingono a radicare più a fondo la disuguaglianza.