MELBOURNE – Tra le scuole che hanno partecipato alla simulazione dell’Assemblea delle Nazioni Unite in italiano c’è il Maribyrnong College, presente con due gruppi di studenti, uno dei quali chiamato a rappresentare gli Stati Uniti.
Ad accompagnarli, l’insegnante di italiano Christina Fiasco e l’assistente linguistica Irene Formati, entrambe impegnate a sostenere con grande passione i ragazzi.
Per il gruppo è stata una giornata particolarmente formativa e importante, resa forse ancora più impegnativa dal fatto di dover rappresentare un Paese che, rispetto al tema trattato – Pianeta Oceano: protezione degli oceani, dei mari e delle risorse marine del mondo – aveva una posizione diametralmente opposta a quella della maggioranza degli altri Stati membri.
I quattro ragazzi, Leah, Alyce, Michael e Jordyn, si sono impegnati già nella fase di preparazione, lavorando sulla dichiarazione di posizione iniziale da presentare davanti a tutti i delegati e preparandosi anche in vista del caucus, la fase di negoziazione, come ha raccontato Irene Formati, assistente linguistica della scuola.
“È stata un’opportunità straordinaria. Abbiamo lavorato insieme in classe ed è stata un’esperienza molto formativa, perché ha permesso agli studenti di esercitarsi nella scrittura, nella lettura e nella conversazione in italiano, offrendo loro quindi un’esperienza completa dal punto di vista linguistico.
Christina Fiasco (al centro) con i suoi studenti
Un altro aspetto importante è stato mostrare agli studenti come l’italiano possa essere una lingua di cooperazione internazionale, facendo capire loro che è una lingua viva e utilizzata anche in contesti internazionali”.
Michael, alla sua seconda partecipazione, racconta che l’emozione di tornare è ancora molto forte. “La prima parte, quando si deve dichiarare la propria posizione iniziale, è più semplice perché non dobbiamo improvvisare. La parte della negoziazione è invece più complicata, anche perché dobbiamo farlo in italiano”.
“All’inizio ero nervosa – ha ammesso Leah, alla sua prima partecipazione all’UN Model – ma dopo che siamo saliti sul palco e abbiamo parlato, mi sono sentita meglio. Sono certa che quest’esperienza mi aiuterà a migliorare l’italiano”.
Jordyn confessa invece di sentirsi più a suo agio in questa seconda edizione: a differenza dello scorso anno, infatti, sa cosa aspettarsi. “Questa volta rappresento un Paese controverso come gli Stati Uniti, quindi penso che mi divertirò molto di più”.
L’insegnante di italiano Christina Fiasco non può che sottolineare l’importanza dell’esperienza per i suoi studenti di Anno 11 e 12.
“Hanno imparato moltissimo sulla sostenibilità, sulle Nazioni Unite e sul loro funzionamento, ma anche sull’importanza della collaborazione e del lavoro di squadra”. Fiasco ha raccontato quanto gli studenti abbiano lavorato in classe in preparazione della giornata, tanto che un resoconto dell’esperienza è diventato anche un compito sul quale verranno valutati.