MELBOURNE – Una novantina di studenti degli Anni 11 e 12 delle scuole superiori del Victoria si sono incontrati lo scorso 28 luglio per una giornata durante la quale hanno potuto scoprire il funzionamento delle Nazioni Unite.
Ogni anno sono circa 4.500 i ragazzi dello Stato che vivono questa esperienza grazie al programma di educazione globale della divisione del Victoria della United Nations Association of Australia (UNAA).
Tra le iniziative proposte, la simulazione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, organizzata non soltanto in inglese, ma anche in diverse lingue straniere, tra cui l’italiano, grazie alla collaborazione con VATI - Victorian Association of Teachers of Italian.
Un’occasione per mettere alla prova le competenze linguistiche in un contesto concreto e di alto livello, confrontandosi con temi globali e sviluppando capacità di leadership, ascolto e negoziazione.
In una delle sale della Victorian Academy of Teaching and Leadership, gli studenti sono diventati così, per un giorno, delegati internazionali. Divisi in gruppi, hanno rappresentato 25 Paesi, confrontandosi sul tema Pianeta Oceano: protezione degli oceani, dei mari e delle risorse marine del mondo.
Ad accoglierli è stata Sally Northfield, Executive Manager della UNAA Victoria, che dopo aver spiegato il funzionamento della sessione, ha lasciato la parola a un messaggio registrato del segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, che ha invitato i ragazzi a considerare la simulazione non soltanto come un esercizio scolastico, ma come un modo per comprendere la complessità delle decisioni internazionali.
Partecipare a un Model United Nations, ha sottolineato Guterres, significa imparare ciò che serve per contribuire alla costruzione di “un mondo migliore”: preparazione, conoscenza dei fatti e soprattutto “il coraggio di vedere le prospettive degli altri”, senza dimenticare le esigenze dei più vulnerabili.
Un messaggio che ha trovato immediata continuità nelle parole di Northfield, che ha ricordato agli studenti che i grandi problemi contemporanei non possono essere affrontati individualmente dai singoli Stati. “Nessuna delle questioni globali che i Paesi del mondo devono affrontare oggi può essere risolta da una sola nazione”, ha spiegato.
La strada, dunque, passa necessariamente dalla capacità di lavorare insieme, di cooperare. Ed è proprio questo che gli studenti sono chiamati a sperimentare nella simulazione: “Non è una giornata di competizione, ma di collaborazione, dialogo e negoziazione”.
La particolarità di questo appuntamento, organizzato grazie alla collaborazione della VATI, è stata di essere condotta e partecipata interamente in italiano.
Un modo nuovo di approcciare la lingua, lontano dai tradizionali esercizi scolastici, gli studenti dovevano utilizzarlo in maniera funzionale, sostenendo la posizione del Paese che rappresentavano, formulando proposte, ascoltando e cercando un compromesso rispetto alle argomentazioni degli altri delegati. A sostenere i ragazzi, i loro insegnanti e un gruppo di assistenti linguistici del Co.As.It..
Sul valore della combinazione tra lingua e diplomazia si è soffermata la console d’Italia a Melbourne, Chiara Mauri, che ha sottolineato come l’evento fosse “molto più di una simulazione diplomatica. È un’occasione per imparare a confrontarsi con idee diverse, ad ascoltare, a negoziare, a costruire soluzioni condivise”.
Competenze fondamentali non soltanto nell’ambito delle relazioni internazionali, ma “per ogni cittadino e ancora di più per i cittadini del mondo che sarete chiamati a diventare”.
Secondo Mauri, il contesto internazionale presente rende esercizi di questo tipo ancora più significativi. Conflitti, cambiamento climatico, disuguaglianze, pandemie, sicurezza alimentare e nuove tecnologie sono sfide che superano inevitabilmente i confini nazionali.
“Nessun Paese, per quanto forte, è in grado di affrontare da solo i grandi problemi del nostro tempo”, ha osservato la console, sottolineando il ruolo del multilateralismo e delle Nazioni Unite.
Un sistema che, dal suo punto di vista, deve continuare a evolversi. Le organizzazioni internazionali devono diventare più rappresentative, efficienti e capaci di prendere decisioni in tempi rapidi, ma “rinnovare il multilateralismo non significa metterlo in discussione. Al contrario, significa renderlo più forte e più adeguato alle esigenze del mondo di oggi”.
Il tema scelto per la simulazione ha permesso di tradurre questi principi in una questione concreta. Gli oceani coprono oltre il 70 per cento della superficie terrestre, regolano il clima e custodiscono un patrimonio straordinario di biodiversità, oltre a rappresentare una risorsa economica fondamentale.
Anche per questo, “nessuno Stato può agire da solo”, proteggere gli oceani richiede responsabilità condivise e cooperazione internazionale. La Console ha infine augurato che le ore trascorse in quella sala possano contribuire non soltanto a migliorare la competenza linguistica degli studenti, ma anche al loro “spirito critico e a una maggiore consapevolezza delle sfide globali”, nonché la convinzione che dialogo e collaborazione rimangano gli strumenti più efficaci per costruire un futuro migliore.
La simulazione ha visto l’intervento di tutti gli studenti che, a turno, hanno portato davanti all’Assemblea la propria dichiarazione di posizione, chiarendo il punto di vista del Paese rappresentato rispetto all’argomento della giornata.
Dopo questa prima fase si è dato il via al Caucus che, nella prima fase, è stato moderato dal Segretario Generale dell’Assemblea Alexander Parise, consulente VATI, ma che ha visto poi una fase non moderata, durante la quale gli studenti si confrontavano in maniera diretta, cercando una soluzione di compromesso con gli altri Paesi.
Dopo le consultazioni, i delegati hanno presentato una serie di emendamenti all’Assemblea Generale che li ha discussi e votati. Con l’ultima fase, si è raggiunta una risoluzione finale condivisa da tutti gli Stati membri ed era evidente la soddisfazione sui visi dei ragazzi per il risultato di una giornata intensa, che ha messo alla prova le loro capacità linguistiche e diplomatiche.
Alexander Parise, al suo secondo anno come Segretario Generale della simulazione in italiano, è coinvolto nel progetto da ormai molti anni, sia per gli aspetti organizzativi dell’evento, ma anche per le traduzioni dei materiali dall’inglese all’italiano.
“Da qui nasce la familiarità con l’argomento”, ha chiarito, sottolineando come il valore di partecipare a una simulazione in italiano risieda nel fatto che rappresenta “un’opportunità per mettere insieme diversi aspetti del procedimento educativo e didattico”.
Includere anche la parte del dibattito è fondamentale per l’apprendimento di una lingua.
“L’idea - aggiunge Parise - è di sviluppare una scioltezza e una disinvoltura nell’utilizzo della lingua non solo per le parti preparate, come ad esempio la dichiarazione di posizione che si fa all’inizio, ma anche nella vera e propria dialettica tra gli studenti e le varie Nazioni”.