CANBERRA – L’ex leader della Coalizione Sussan Ley entrerà nel consiglio di amministrazione dello Snowy Hydro, la società interamente controllata dal governo federale al centro di uno dei progetti energetici più costosi e controversi del Paese.

La nomina è stata annunciata oggi dal ministro per il Cambiamento climatico Chris Bowen, a pochi mesi dall’uscita di Ley dalla politica dopo 24 anni in Parlamento.

Snowy Hydro gestisce otto centrali elettriche e oltre una dozzina di dighe distribuite per più di 100 chilometri tra Thredbo e Tumut, nel meridione del New South Wales.

Il fulcro del programma è Snowy 2.0, il grande impianto di pompaggio idroelettrico destinato a immagazzinare l’energia prodotta in eccesso da eolico e solare e a restituirla alla rete nei momenti di maggiore domanda.

Il progetto è però in ritardo di sette anni e i costi sono saliti dagli iniziali 2 miliardi di dollari a circa 12 miliardi, con la prospettiva di ulteriori aumenti.

Snowy 2.0 è stato inoltre sottoposto a critiche per problemi di sicurezza e per i consistenti bonus riconosciuti ai dirigenti nonostante il mancato rispetto di diversi obiettivi.

Ley aveva lasciato il Parlamento a febbraio dopo essere stata sostituita da Angus Taylor alla guida dell’opposizione.

Il suo ex elettorato di Farrer comprende il Murrumbidgee, il Murray River e Albury, aree nelle quali vivono numerosi lavoratori collegati a Snowy Hydro.

Ley sarà nominata insieme a Merryn York, che vanta una lunga esperienza nel settore dell’ingegneria e della tecnologia.

Secondo Bowen, le competenze delle due nuove componenti del consiglio contribuiranno a garantire “energia affidabile, economie regionali più forti e più posti di lavoro australiani”.

Le due donne sostituiranno Sandra Dodds e Scott Mitchell, giunti al termine del loro mandato.

La nomina di Ley rappresenta anche un nuovo esempio di scelta bipartisan per incarichi pubblici da parte del Partito laburista.

Nel 2024 l’ex ministro dell’Energia del New South Wales Matt Kean, esponente Liberale, era stato nominato presidente della Climate Change Authority.

Per Ley, l’ingresso nello Snowy Hydro segna un ritorno alla vita pubblica in un ruolo diverso da quello parlamentare e la inserisce direttamente nella gestione di uno dei dossier infrastrutturali ed energetici più complessi del governo.

La sfida principale resterà Snowy 2.0: un progetto concepito come elemento centrale della transizione energetica australiana, ma diventato negli anni sinonimo di ritardi, revisione dei costi e difficoltà operative.