ROMA - “Sono orgoglioso, so che c’è da mettere l’elmetto e lavorare. C’è da lavorare tantissimo, sulle altre problematiche in questo momento non ci posso fare nulla. L’obiettivo è mettere in campo una squadra che rispetti la storia gloriosa di questo club”.
Determinato, con le idee chiare e con tanta voglia di mettersi al lavoro: così Gennaro Gattuso si è presentato come nuovo allenatore della Lazio. I problemi, tra il rapporto ai minimi storici con la tifoseria e il mercato a saldo zero, sono ben noti; anzi, Gattuso rilancia e, dopo aver svelato di essere stato più volte vicino ai biancocelesti in passato, afferma che “forse, se non ci fossero state queste condizioni, non sarei venuto.
È una sfida, chi mi conosce sa che nei posti in cui non si attraversano buoni momenti mi sento a mio agio”. Parlare dei tifosi, secondo Gattuso, vorrebbe solo dire creare alibi: “I giocatori lo sanno bene, lo hanno vissuto l’anno scorso e hanno dimostrato di essere un gruppo solido. È uno stadio che quando è pieno spinge, si sente il calore e l’affetto. Tutto questo ora non l’abbiamo, andremo a pagare qualcosa ma da parte mia non sentirete mai che manca questo o quello”.
Pochi commenti anche sul mercato (“sarebbe una mancanza di rispetto verso chi fa parte della rosa”), dove sicuramente un difensore centrale “andrà fatto” mentre il reparto offensivo andrà valutato in questi giorni (lunedì inizieranno gli allenamenti); di sicuro, per Gattuso la Lazio parte “da una base importante, non è tutto da buttare. Prendere tanto per prendere non mi piace, abbiamo pochi soldi da spendere e quindi dobbiamo sbagliare il meno possibile”.
A proposito di mercato, Gattuso svela un retroscena su Gila, da ieri ufficialmente un nuovo giocatore del Milan: “Ho convinto io Lotito e Fabiani a cederlo, fosse stato per loro sarebbe rimasto. Ma non si può tenere un giocatore che non vuole più rimanere, Mario ha dato tanto, è arrivato il momento in cui non poteva più rimanere”.
Non manca anche un passaggio sulla Nazionale (“la ferita rimarrà aperta fino al giorno in cui mi faranno l’ultimo saluto, ma posso solo ringraziare i giocatori perché hanno dato tutto”) e una battuta sul presidente Lotito: “Gli ho detto che deve sistemare qualcosa sotto perché dopo le cose si vengono a sapere. Gli ho detto che se ha qualcosa da dire, parla con me e la squadra e poco con i giornalisti. Ma il problema è che ha troppi telefonini e lo chiama il mondo intero. Anche lui deve fare questo passaggio. Oggi non è presente? È meglio così, si sarebbe parlato solo dei tifosi; penso sia stata una forma di rispetto nei miei confronti”.