MILANO - Massimo Garavaglia ha raccolto le firme necessarie per candidarsi alla guida della Lega e sfidare Matteo Salvini al congresso straordinario del partito, in programma sabato 24 e domenica 25 ottobre a Milano. 

Il senatore ed ex ministro del Turismo ha ottenuto 81 sottoscrizioni, una in più rispetto alle 80 richieste dal regolamento, al termine di una raccolta segnata da pressioni, ripensamenti e trattative interne. 

La sua candidatura rende ufficiale il confronto tra il segretario uscente e l’area del partito che chiede maggiore attenzione alle esigenze del Nord e una gestione più collegiale della leadership. 

Tra i sostenitori di Garavaglia figurano il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo, entrambi da tempo impegnati a rilanciare la questione settentrionale. 

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, legato a Garavaglia da una lunga amicizia politica, avrebbe invece scelto di non firmare per nessuno dei due candidati, mantenendo una posizione di neutralità. 

Salvini può contare su un consistente sostegno tra i delegati lombardi: secondo quanto comunicato da un gruppo di parlamentari della regione, 120 su 170 hanno sottoscritto la sua candidatura, pari a circa il 70%. Al congresso parteciperanno circa 700 delegati, chiamati a scegliere il segretario attraverso un voto segreto. 

Garavaglia ha accolto con soddisfazione il risultato della raccolta firme, sottolineando di aver raggiunto l’obiettivo nonostante il poco tempo a disposizione. “Sono strasoddisfatto”, ha dichiarato, definendo la candidatura un risultato importante. 

Il senatore, presidente della commissione Finanze di Palazzo Madama, ha indicato nel recupero dei consensi e nel rafforzamento del legame con i territori le priorità della propria proposta politica. 

“Un sano pragmatismo liberale”, ha sintetizzato, chiedendo meno ideologia, maggiore concretezza e risposte economiche di orientamento liberale. 

La questione settentrionale sarà uno dei temi centrali del congresso, anche grazie alla mozione presentata dal capogruppo leghista alla Camera Riccardo Molinari. 

Il documento, sottoscritto da circa 200 esponenti dell’area settentrionale, ha raccolto l’adesione dei governatori Fontana, Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti, oltre che dell’ex presidente del Veneto Luca Zaia. La mozione definisce irrinunciabile l’attenzione alle esigenze economiche e produttive del Nord e chiede la piena attuazione dell’autonomia differenziata e del federalismo fiscale. 

Tra le proposte figurano anche l’estensione delle Zone economiche speciali alle aree produttive settentrionali e il rafforzamento dell’organizzazione territoriale del partito. 

L’adesione alla mozione di Molinari non coincide tuttavia necessariamente con il sostegno alla candidatura di Garavaglia. I governatori hanno scelto di presentare una posizione comune sui temi politici, senza proporre un proprio candidato alternativo. 

Salvini, impegnato a Milano sul fronte della sicurezza e della protesta degli autotrasportatori, ha ridimensionato il significato dello scontro interno. Con Garavaglia “non è una sfida ma un confronto. Il congresso l’ho convocato apposta”, ha dichiarato. 

Il segretario uscente ha però ribadito di voler chiarire le diverse posizioni emerse nel partito negli ultimi mesi. “Dopo mesi di chiacchiere adesso capiremo chi vuole fare che cosa”, ha affermato, escludendo ancora una volta l’esistenza di correnti organizzate nella Lega. 

Oltre alla mozione sulla questione settentrionale, al congresso saranno presentati altri documenti tematici. Finora se ne contano nove, dedicati tra l’altro alla sicurezza, al lavoro, all’immigrazione e ai rapporti tra Nord e Sud. 

Il confronto tra Salvini e Garavaglia si svolgerà quindi sia sulla scelta del segretario sia sull’indirizzo politico della Lega, tra la linea nazionale sostenuta dall’attuale leadership e le richieste di maggiore autonomia territoriale avanzate da una parte del movimento.