ROMA - La Camera ha approvato l’emendamento del centrodestra alla legge elettorale che riduce le ripartizioni della circoscrizione Estero. Il testo, votato a scrutinio segreto, ha ottenuto 203 voti favorevoli e 133 contrari. 

Se la riforma sarà approvata in via definitiva, per l’elezione della Camera le attuali quattro ripartizioni saranno ridotte a due: Europa e una seconda area che raggrupperà Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide. Per il Senato, invece, le quattro ripartizioni attuali saranno sostituite da un’unica circoscrizione Estero. 

Oggi la circoscrizione Estero è divisa in Europa, compresi i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia, America meridionale, America settentrionale e centrale, Africa, Asia, Oceania e Antartide. L’emendamento approvato modifica quindi in modo significativo la rappresentanza degli italiani residenti fuori dai confini nazionali. 

Il Partito democratico ha tentato di cambiare il testo con otto subemendamenti, presentati dagli eletti all’estero Toni Ricciardi, Fabio Porta e Nicola Carè insieme ai deputati Piero Fassino, Giuseppe Provenzano e Gianni Cuperlo. Tutte le proposte sono state respinte dall’Aula. 

A difendere l’emendamento è stato il relatore Angelo Rossi, di Fratelli d’Italia, secondo cui la ripartizione delle aree geografiche non è direttamente legata al diritto di rappresentanza. Rossi ha sostenuto che la riduzione del numero dei parlamentari ha trasformato di fatto alcune ripartizioni in collegi quasi uninominali e che oggi “non c’è uguaglianza del voto”, perché il numero degli eletti non sarebbe proporzionato a quello dei residenti nelle diverse aree. 

Di segno opposto la posizione del Pd. In Aula, Carè ha definito l’emendamento “uno scippo di democrazia” e “una vergogna istituzionale costruita contro gli italiani all’estero”.  

Secondo il parlamentare, la maggioranza starebbe cancellando territori e silenziando intere comunità, invece di rafforzare il rapporto tra eletti e cittadini italiani residenti fuori dai confini nazionali. 

Il deputato dem ha accusato il centrodestra di voler modificare le regole perché non avrebbe candidati radicati nei territori. “Invece di guadagnarvi i voti, cambiate le regole. Invece di vincere la partita, spostate le porte”, ha detto, sostenendo che la riduzione delle ripartizioni servirebbe a modificare gli equilibri elettorali nella circoscrizione Estero. 

Carè ha contestato soprattutto la scelta di trasformare il Senato in un unico collegio mondiale. Una soluzione che, a suo giudizio, renderebbe quasi impossibile un rapporto reale tra il parlamentare eletto e le comunità rappresentate. “Nella vostra geografia elettorale Sydney, Tokyo, Buenos Aires e Johannesburg sono praticamente quartieri confinanti”, ha ironizzato. 

Il parlamentare ha infatti sottolineato che Europa, Americhe, Asia, Africa e Oceania hanno esigenze consolari, sociali, economiche e culturali molto diverse, e accorparle in collegi più grandi favorirebbe i candidati sostenuti dalle segreterie nazionali e renderebbe più difficile l’elezione di rappresentanti legati alle singole comunità. 

“Gli italiani all’estero non sono il bancomat dell’export italiano”, ha aggiunto Carè, accusando la politica di celebrare i connazionali nel mondo quando promuovono il Made in Italy, ma di ridurne il peso quando si tratta di rappresentanza parlamentare. 

Il voto arriva nel pieno dell’esame della riforma elettorale alla Camera, dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze che aveva mandato sotto la maggioranza per un voto e aperto lo scontro politico tra centrodestra e opposizioni.