WASHINGTON - Nuove tensioni circondano le strategie di controllo dell’immigrazione negli Stati Uniti. Con una direttiva interna, l’immigrazione e le dogane statunitensi (ICE) hanno ordinato ai propri agenti di sospendere in gran parte i fermi e i controlli stradali fino a nuovo avviso. La decisione segna un’importante e immediata inversione di rotta rispetto alle tattiche operative adottate di recente, e giunge come diretta conseguenza di due sparatorie mortali avvenute la scorsa settimana nel Maine e in Texas, in cui sono rimasti coinvolti proprio agenti federali dell’ICE.
Il provvedimento ha però suscitato l’immediata e dura reazione del presidente Donald Trump, che ha espresso il suo totale disaccordo via social, difendendo lo strumento dei controlli in strada e chiedendo ai funzionari di fare un passo indietro.
Secondo quanto riferito da una fonte a conoscenza delle nuove direttive, le linee guida restrittive si applicano specificamente agli agenti della sezione Enforcement and Removal Operations (l’unità dell’ICE incaricata dell’arresto e del rimpatrio degli immigrati privi di documenti).
In base alle nuove disposizioni, viene imposta una sospensione temporanea dei fermi stradali, una pratica a cui l’agenzia ricorreva spesso per incrementare e rendere più capillari gli arresti di immigrati clandestini. Agli agenti è stato quindi ordinato di ricorrere ad altri metodi operativi per l’applicazione generale delle leggi sull’immigrazione e, in caso di mandati di arresto nei confronti di soggetti a bordo di un veicolo, i federali dovranno ora coordinarsi preventivamente con le agenzie di polizia partner.
Entrambi i tragici scontri a fuoco della scorsa settimana si erano verificati proprio durante controlli stradali. Interpellato sulla nuova direttiva, un portavoce dell’ICE si è rifiutato di fornire dettagli specifici sulle tattiche adottate, limitandosi a dichiarare in una nota ufficiale che l’agenzia “valuta costantemente le proprie procedure per garantire la sicurezza dei propri agenti e tenere i criminali lontani dalle strade”.
L’alt ai fermi stradali ha trovato la netta opposizione di Donald Trump. Attraverso un post pubblicato sulla piattaforma Truth, il presidente ha ribadito il suo fermo e incondizionato sostegno agli agenti, definendo lo stop ai controlli una debolezza che favorirebbe la delinquenza.
“LA CRIMINALITÀ è IN CALO RADICALE IN AMERICA, in molti casi con numeri che non si vedevano da decenni. La politica di frontiere aperte di Joe Biden ha permesso a 25 milioni di persone di riversarsi nel nostro Paese, senza controlli né verifiche. Molti erano criminali, e dobbiamo farli uscire. Per farlo, dobbiamo essere forti, decisi e intelligenti, e NON POSSIAMO rinunciare a uno degli strumenti più importanti ed efficaci dell’ICE per combattere la criminalità: i fermi stradali! Se lo facessimo, faremmo il gioco dei criminali”, si legge nel post su Truth.
Nel messaggio, caratterizzato dall’uso di toni enfatici e lettere maiuscole, il presidente ha poi sferrato un attacco diretto ai suoi avversari politici, sostenendo che i “Democratici di sinistra radicale” vorrebbero l’abolizione di queste misure, “ma non succederà finché sarò io al governo”.
Assicurando che gli uomini e le donne dell’ICE “stanno facendo un OTTIMO lavoro” e sono amati dalla maggioranza dei cittadini, Trump ha concluso il post esortando gli agenti a riprendere le vecchie modalità operative: “ICE, siate giudiziosi, giusti e intelligenti, e tornate a fare il vostro importantissimo lavoro. Continuate a fornire statistiche sulla criminalità! Ricordate, siete amati e rispettati negli Usa”.