KIEV - L’Ucraina progetta il proprio sistema antimissile nazionale e, nel frattempo, blinda i cieli grazie a nuovi, massicci aiuti in arrivo da Roma e Parigi. Nelle ambizioni di Kiev, il cardine del muro contro i raid russi dovrà essere in futuro un sistema di difesa di produzione propria capace di intercettare i vettori balistici, candidato a diventare il nucleo di un inedito scudo europeo. È questo il piano a cui sta lavorando Fire Point, una delle principali aziende della difesa ucraina. 

Il programma, rivelato dal New York Times, è stato illustrato durante il salone della difesa Eurosatory di Parigi dal capo progettista Denys Shtilerman, secondo cui l’intercettore dell’azienda “può diventare l’elemento centrale di uno scudo antibalistico paneuropeo”. 

La società ha già avviato la produzione degli intercettori e sta negoziando con partner europei l’acquisizione di componenti avanzate, come i radar terrestri, con l’obiettivo di offrire un’alternativa ai sistemi Patriot statunitensi. Il tutto nonostante il presidente statunitense Donald Trump abbia recentemente annunciato la possibilità di consentire all’Ucraina di avviare la produzione degli stessi intercettori Usa. 

Il progetto rientra nella più ampia strategia di Kiev per rafforzare la propria autonomia industriale, mentre il presidente Volodymyr Zelensky continua a chiedere agli alleati maggiori forniture di batterie Patriot. Il leader ucraino ha stimato che potrebbero essere necessari circa dodici mesi per rendere operativo il nuovo sistema di Fire Point, anche se gli esperti ritengono che (tra l’approvvigionamento dei componenti, l’integrazione delle tecnologie e i test) tale previsione possa rivelarsi fin troppo ottimistica. 

A spingere verso la produzione nazionale concorre anche una crescente convinzione tra i governi europei: dopo le richieste di Trump di assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza, non viene più ritenuto sicuro fare totale affidamento sugli Stati Uniti come fornitori di sistemi strategici, mentre un’eccessiva dipendenza dalle catene di approvvigionamento cinesi è considerata altrettanto rischiosa. 

Fire Point è già nota per la produzione di droni e del missile da crociera “Flamingo”, ma la realizzazione di un sistema antimissile rappresenta una sfida ingegneristica ben più complessa. 

“La difesa missilistica è la Champions League della produzione di missili. È qui che le cose diventano davvero difficili”, ha osservato Fabian Hoffmann, ricercatore del Norwegian Institute for Defense Studies, avvertendo che “se c’è anche un minimo margine di errore, il sistema mancherà il bersaglio”. 

L’obiettivo finale resta comunque il raggiungimento di una piena “sovranità tecnologica”, come spiegato dall’amministratrice delegata di Fire Point, Iryna Terekh: “Non vogliamo dipendere da partner che si dimostrano inaffidabili”.  

L’azienda punta a contenere il costo degli intercettori sotto il milione di dollari grazie a soluzioni innovative e materiali alternativi. Shtilerman ha poi precisato che il primo modello sarà più simile ai Patriot PAC-2 che ai più moderni PAC-3, assicurando tuttavia che rappresenterà una risposta concreta alle esigenze immediate: “Forse la prossima generazione sarà diversa, ma dobbiamo risolvere il problema che abbiamo oggi”. 

In attesa di questa svolta industriale, Kiev continua a contare sul supporto immediato dei partner europei. Su X, il presidente Zelensky ha annunciato importanti novità dopo i colloqui avuti a Parigi con il presidente francese Emmanuel Macron: “L’Ucraina sarà la prima a ricevere i nuovi sistemi franco-italiani Samp/T Ng potenziati. Francia e Italia accelereranno le consegne dei missili Aster 30 entro ottobre di quest’anno”. 

Zelensky ha evidenziato che “il risultato dei miei colloqui con Emmanuel e del lavoro dei nostri team è un importante accordo tra Ucraina e Francia, un passo che riflette la vera leadership francese nella cooperazione in materia di difesa con l’Ucraina, nell’interesse di tutta Europa”. 

I punti chiave dell’intesa prevedono che l’Ucraina ottenga le licenze per produrre armi ad alto potenziale direttamente sul proprio territorio: missili Scalp, bombe Aasm e missili Aster 30, questi ultimi in collaborazione con l’Italia. Inoltre, la Francia collaborerà con Kiev e altri partner al programma antibalistico Freyja (definito da Zelensky “il nostro punto di forza unico per il futuro”) e fornirà due batterie Samp/T per rafforzare le difese ucraine già nel corso di quest’anno. 

Infine, l’accordo prevede che l’Ucraina acquisti i suoi primi 16 caccia Rafale insieme al relativo pacchetto di armamenti, con l’addestramento dei piloti e del personale di manutenzione in Francia pronto a partire già quest’anno.