Colore, musica e un pizzico di mistero. Lo scorso 4 luglio il Sortino Social Club ha archiviato, almeno per una sera, il tradizionale ballo italiano per regalare ai propri ospiti un’atmosfera ispirata al Carnevale di Venezia. Dietro maschere eleganti, piume variopinte e costumi ricercati non c’è però soltanto la voglia di divertirsi, ma anche un progetto più ambizioso: rendere il club sempre più attrattivo per una nuova generazione di italo-australiani, una sfida oggi condivisa da molti sodalizi della comunità. E proprio da questa esigenza nasce la Festa in Maschera, un’iniziativa pensata per offrire qualcosa di diverso dal consueto appuntamento danzante e creare nuove occasioni d’incontro. Per una sera ciascuno ha potuto giocare con la propria identità, ma il significato dell’evento è rimasto profondamente autentico: stare insieme, conoscersi e continuare a far vivere quella socialità che da sempre rappresenta il cuore dei club italiani.

“Benvenuti al Sortino Social Club, ai nostri soci, ai non soci e a chi è qui per la prima volta. Spero che questa sia una serata piacevole per tutti”, ha esordito il presidente Paul Giuliano, salutando gli ospiti prima dell’inizio della cena. “Abbiamo anche tante iniziative in programma nelle prossime settimane e ci auguriamo di rivedervi presto”.

L’idea del tema in maschera è arrivata quasi all’improvviso. Non figurava infatti nel calendario annuale delle attività del sodalizio, ma è stata inserita come appuntamento speciale dopo una proposta della band Sour Grapes, protagonista musicale della serata.

“Ci hanno chiesto di organizzare un ballo in maschera e abbiamo pensato: perché no? È qualcosa di diverso, più divertente del classico ballo liscio – raccontano il presidente Paul e la segretaria Ottavia Marinacci –. Quando proponiamo appuntamenti particolari vediamo subito arrivare un pubblico più giovane. Circa un quarto dei presenti ha tra i trent’anni e i quarant’anni, ed è proprio questo il ricambio che vogliamo costruire”.

Dietro il clima di festa si nasconde però anche una riflessione molto concreta. Come molte altre associazioni italiane del Victoria, anche il Sortino Social Club deve confrontarsi con l’aumento del costo della vita e con spese organizzative sempre più elevate.

“I prezzi del cibo sono diventati astronomici – spiega Paul –. Ma non vogliamo rinunciare alla qualità. Abbiamo sempre cercato di offrire prodotti freschi e una buona cena ai nostri ospiti, ed è una filosofia che vogliamo mantenere anche in futuro”.

La risposta, secondo il comitato, non passa tanto attraverso rinunce, quanto attraverso una maggiore partecipazione. “Oggi non basta più organizzare una funzione per cento persone. Abbiamo bisogno di attirare nuovi partecipanti e proporre qualcosa di diverso rispetto alle classiche serate italiane. Per questo cerchiamo continuamente idee nuove”.

Una strategia che si fonda anche sulla coesione del gruppo dirigente. Il presidente riconosce senza esitazioni il ruolo del comitato nell’organizzazione delle attività.

“Siamo un gruppo molto unito. Non siamo sempre d’accordo su tutto, ed è normale, ma sappiamo trovare compromessi. Credo sia proprio questo a fare la differenza”.

Nel frattempo, la sala si anima sempre di più. Tra portate di calamari con insalata, pasta, roast beef con verdure e dessert, gli ospiti raggiungono la pista da ballo sulle note dei Sour Grapes, mentre le maschere contribuiscono a creare un’atmosfera leggera e coinvolgente. Tra i partecipanti ci sono anche Ezio Crosina, originario del Trentino, assieme alla moglie Giovanna, australiana di origini vicentine, ormai frequentatori abituali del club.

“Abbiamo scoperto il Sortino quasi per caso, leggendo Il Globo – racconta Giovanna –. Da allora veniamo spesso e ci troviamo davvero bene. Si è creato un bellissimo gruppo di amici”.

Per loro il ballo in maschera rappresenta una piacevole novità. “È una bellissima idea. Porta colore, allegria e rende la serata ancora più speciale”.

Guardando ai prossimi mesi, il calendario del Sortino Social Club resta ricco di appuntamenti: dalla serata con Johnny Vegas al Father’s Day, fino alla festa di Santa Sofia e al tradizionale Melbourne Cup Lunch. Particolarmente sentito sarà anche l’High Tea di beneficenza del 23 agosto, dedicato alla raccolta fondi per la lotta contro il tumore al seno, iniziativa che lo scorso anno ha permesso di devolvere circa ottomila dollari alla ricerca. Tradizione e innovazione, del resto, non sono concetti in contrapposizione. Nel sodalizio siciliano sembrano piuttosto procedere nella stessa direzione: “Custodire il patrimonio della comunità italiana, aprendolo però a nuovi volti, nuove idee e nuove occasioni di incontro. È questo il nostro obiettivo”, conclude il presidente.