CANBERRA - Angus Taylor ha promesso di democratizzare il Partito liberale, riconoscendo la frustrazione degli iscritti mentre la Coalizione perde terreno e One Nation continua a crescere nei sondaggi nazionali.
Il leader dell’opposizione ha ammesso che una parte della base liberale, soprattutto nel New South Wales, è insoddisfatta del funzionamento interno del partito. Il commento giunge dopo le notizie secondo cui Tony Abbott, ex primo ministro e nuovo presidente del Partito liberale, avrebbe telefonato personalmente a iscritti delle sezioni del New South Wales nel tentativo di convincerli a non lasciare il partito.
“Vogliono un Partito liberale migliore e, in particolare nel New South Wales, abbiamo visto diversi iscritti frustrati dalla mancanza di democrazia nel partito - ha detto Taylor ospite di Sky News -. Mi batto per cambiare questo da molti anni e continuerò a farlo. Voglio che quelle persone restino”.
Taylor ha difeso l’operato di Abbott, sostenendo che il nuovo presidente stia cercando di riattivare la base e trattenere gli iscritti più delusi. Il leader Liberale, che a febbraio ha scalzato Sussan Ley dalla guida del partito, ha detto che la Coalizione dispone di un “piano credibile” e punterà ad attirare nuove persone.
Il problema è che One Nation non sta più crescendo soltanto fuori dal perimetro conservatore tradizionale: sta iniziando ad assorbirne pezzi. Il partito di Pauline Hanson è indicato da più sondaggi come la forza più popolare del Paese nel voto primario, davanti sia al Partito laburista che alla Coalizione.
La fuga ha già toccato figure note. Tra gli approdi a One Nation ci sono l’ex senatrice Liberale del South Australia Hollie Hughes e l’ex leader dei Nazionali Barnaby Joyce. Il partito di Hanson rivendica inoltre una base di iscritti in continua crescita.
One Nation sostiene che la raccolta fondi “fire the liar”, lanciata per puntare alla rimozione del primo ministro Anthony Albanese, abbia raccolto oltre 4,75 milioni di dollari da circa 76mila donatori. L’iniziativa è nata in risposta alla campagna del Partito laburista, che aveva chiesto ai propri iscritti di donare 27 dollari per finanziare messaggi sui social contro One Nation.
Il Labor cerca di dipingere il partito di Hanson come una forza costruita sul rancore, non come un’alternativa di governo capace di offrire soluzioni. Ma la Coalizione non ha escluso di posizionare nell’assegnazione delle preferenze One Nation davanti al Partito laburista alle prossime elezioni federali.
Per i Liberali, la sfida è duplice: trattenere una base che si sente ignorata e distinguersi da Hanson senza alienare gli elettori conservatori tentati dal voto di protesta. La crescita di One Nation non è più solo un problema dei Laburisti. È diventata una questione interna alla destra australiana.