LONDRA – Il governo britannico ha posto fine all’accordo con la Francia che prevedeva il rimpatrio di alcuni migranti arrivati illegalmente nel Regno Unito in cambio dell’ingresso di un numero equivalente di richiedenti asilo dalla Francia.

Il programma, noto come Operation Hillmore e avviato nell’agosto dello scorso anno, avrebbe dovuto concludersi oggi. Il Home Office ha confermato che non verranno più accettati nuovi casi nell’ambito del cosiddetto schema “one in, one out”.

L’intesa era stata pensata come strumento per contrastare gli attraversamenti illegali della Manica su piccole imbarcazioni e colpire il modello economico delle reti di trafficanti.

In base all’accordo, Londra poteva rimandare in Francia alcuni migranti arrivati su piccoli barconi e ritenuti privi del diritto di restare nel Regno Unito. In cambio, accettava un numero equivalente di richiedenti asilo presenti in Francia e ritenuti con buone possibilità di ottenere protezione, con priorità per persone vulnerabili e individui con legami familiari o di altro tipo con il Regno Unito.

I risultati sono rimasti però modesti. Tra il 4 agosto 2025 e il 30 giugno 2026, 1.087 persone sono state rimpatriate in Francia, mentre 1.117 sono state trasferite nel Regno Unito.

Nello stesso periodo, 27.920 migranti hanno raggiunto le coste britanniche su piccole imbarcazioni, il che significa che soltanto circa il 4 per cento degli arrivi è stato effettivamente rimandato in Francia.

Il costo del programma ha alimentato ulteriori critiche. Il ministro dell’Interno Shabana Mahmood ha riferito al Parlamento che ogni rimpatrio è costato in media circa 56mila sterline, pari a circa 107mila dollari australiani.

Il primo ministro Andy Burnham, succeduto a luglio a Keir Starmer, ha sostenuto che la Brexit abbia reso più difficile contrastare gli attraversamenti perché il Regno Unito non dispone più dello stesso livello di cooperazione con l’Unione Europea.

Burnham ha indicato la volontà di cambiare approccio, combinando maggiore fermezza contro le reti criminali con percorsi legali e sicuri per i richiedenti asilo, nel tentativo di ridurre la domanda dei servizi offerti dai trafficanti.

La Francia, dal canto suo, chiede una gestione più europea della migrazione irregolare. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha sostenuto che Parigi non dovrebbe assumersi da sola la responsabilità di controllare una frontiera esterna dell’UE, richiamando anche le debolezze nei controlli dei Paesi di primo ingresso e nei successivi movimenti all’interno dell’area Schengen.

Nel complesso, circa 197mila persone hanno attraversato la Manica su piccole imbarcazioni da quando questa rotta è diventata uno dei principali canali migratori verso il Regno Unito.