BRUXELLES – “La Corte di giustizia europea è stata molto chiara: ritiene che la cosiddetta legge sulla protezione dei minori stigmatizzi ed emargini le persone Lgbtiq+, violi i valori dell’Ue e non sia compatibile con il diritto dell’Ue, e potete contare sull’Unione europea per continuare a spingere in questa direzione. La nostra nuova strategia quinquennale per le persone Lgbtiq+ renderà la nostra Unione più inclusiva”. Lo ha detto la commissaria Ue all’Uguaglianza Hadja Lahbib, in conferenza stampa a margine del Budapest Pride assieme al sindaco della città Gergely Karácsony.
“Dobbiamo vedere questa legge sulla protezione dei minori abrogata, e la legge sul divieto di assemblee, e tutte le leggi che sono state modificate in base a questa legge sulla protezione dei minori. Devono essere eliminate, e poi vedremo i fondi europei sbloccati”, ha esortato la commissaria ricordando che le conseguenze della legge sulla protezione dei minori “erano 500 milioni bloccati, ma l’importo totale è di oltre 15 miliardi, quindi mostra anche la portata di ciò che deve essere cambiato”.
La commissaria belga ha poi riferito di aver incontrato in mattinata il ministro degli Affari Esteri, Anita Orban, il ministro dell’Interno, Gabor Pósfai, il ministro della Salute, Zsolt Hegedus, e il ministro degli Affari Sociali e della Famiglia, Vilmos Kátai-Németh. “Li ho trovati molto aperti e spontanei. Molti di loro provengono dalla società civile, senza un background politico. Credo che siano davvero impegnati, consapevoli di avere molto da fare. Le riforme sono enormi”, ha riferito.
“L’anno scorso - ha aggiunto Lahbib - eravamo uniti in questa città quando il Pride era vietato, quando le persone rischiavano di essere perseguitate anche solo per aver camminato per strada, eppure voi avete marciato, in centinaia di migliaia provenienti da 30 paesi. Quella marcia non ha solo fatto la storia, ha contribuito a cambiarla, e che differenza fa un anno!”.
“Caro Gergely (Karácsony, sindaco di Budapest ndr.), l’anno scorso ti ho ringraziato per il tuo coraggio, perché ho visto in prima persona i rischi personali che hai corso per difendere i diritti di tutti gli ungheresi, e ti ho anche ringraziato per la tua tenacia. E oggi vediamo che la tenacia ha dato i suoi frutti - ha rimarcato rivolgendosi al primo cittadino -.
Sono tornata per celebrare il Pride liberamente, apertamente, senza paura, e per celebrare qualcosa di semplice e potente: la libertà di essere chi si è e di amare chi si vuole - ha aggiunto -. Lo scorso aprile, gli ungheresi hanno scelto l’Europa, hanno scelto la democrazia e hanno scelto un’Ungheria in cui tutti appartengono a tutti. Il Pride di oggi è l’ultima prova di questo nuovo inizio”, ha sottolineato ancora la commissaria.