SYDNEY - Gli australiani che investono per la pensione attraverso superannuation platform restano esposti a prodotti rischiosi, commissioni discutibili e consulenze potenzialmente dannose, secondo un nuovo rapporto dell’Australian Securities and Investments Commission (ASIC).

Il regolatore societario ha pubblicato oggi una revisione di 30 pagine condotta per 15 mesi su sei platform trustees, responsabili di oltre 300 miliardi di dollari di risparmi in 977mila conti. Il giudizio è severo: la ASIC si dice “profondamente delusa” dalla mancanza di progressi in aree già segnalate nel rapporto precedente del 2024.

Il richiamo viene diffuso dopo il collasso dei fondi First Guardian e Shield, che ha esposto migliaia di risparmiatori a strumenti altamente speculativi, difficili da liquidare e, in alcuni casi, a veri furti. Quasi 11mila persone hanno perso complessivamente 1,1 miliardi di dollari, molte dopo essere state convinte a lasciare fondi super standard con la promessa di rendimenti molto elevati.

Secondo ASIC, i trustee delle piattaforme non stanno facendo abbastanza per proteggere gli iscritti da consulenze dannose, deduzioni improprie di commissioni e investimenti inadatti. Le carenze riguardano la supervisione delle commissioni per la consulenza, il comportamento legato ai costi, il controllo dei limiti di esposizione e la selezione delle opzioni presenti nei menu d’investimento.

La commissaria Simone Constant ha detto che il regolatore vuole che gli australiani possano fidarsi delle piattaforme, ma ha avvertito che offerte scorrette continuano a comparire “in alcune aree”. La fiducia, ha spiegato, richiede standard rispettati in modo completo e coerente.

Il problema centrale è il conflitto strutturale. Come tutti i trustee della superannuation, anche quelli delle piattaforme devono vigilare su consulenti e licenziatari che offrono servizi ai loro membri. Ma le piattaforme dipendono dagli stessi consulenti per attrarre nuovi clienti. Per ASIC, alcuni trustee sembrano dare priorità ai rapporti con i consulenti, con rischi inaccettabili per i saldi pensionistici degli iscritti.

Negli ultimi dieci anni, le piattaforme sono cresciute rapidamente. I benefici dei membri sono triplicati arrivando a 396 miliardi di dollari, mentre le commissioni di consulenza prelevate dalle piattaforme sono quadruplicate toccando i 2,3 miliardi. Sono strumenti che funzionano come supermercati d’investimento: offrono molte opzioni sotto un unico conto, di solito con il coinvolgimento di un consulente finanziario, ma applicano costi più alti dei fondi tradizionali.

ASIC per ora non ha nominato pubblicamente le piattaforme inadempienti, dando loro tempo per correggere le carenze. Ma Constant ha chiarito che la fase dell’attesa sta finendo. “La nostra pazienza è esaurita”, ha detto. Il prossimo passo potrà essere pubblico, e sanzionatorio.