BUENOS AIRES – Il Governo argentino ha annunciato quello che definisce un passaggio storico per il settore energetico nazionale: la costruzione di un nuovo reattore nucleare modulare finanziato interamente con capitali privati, per un investimento stimato di 1,2 miliardi di dollari. Per l’esecutivo di Javier Milei si tratta della prima grande iniziativa collegata al cosiddetto “Super RIGI”, il nuovo regime di incentivi per gli investimenti nelle industrie strategiche.
Al momento, però, il progetto resta una promessa. Il regime speciale che dovrebbe garantire i benefici fiscali e valutari agli investitori ha ottenuto soltanto l’approvazione della Camera dei Deputati e deve ancora essere esaminato dal Senato. Anche il reattore dovrà ottenere il via libera del Ministero dell’Economia e la licenza dell’Autorità di Regolazione Nucleare prima dell’avvio dei lavori.
L’annuncio è stato presentato al Ministero dell’Economia dal ministro Luis Caputo insieme al segretario agli Affari Nucleari Federico Ramos Napoli e al CEO di Meitner Energy, Teófilo Lacroze. La società statunitense realizzerà l’investimento attraverso capitali interamente privati, senza contributi economici dello Stato.
Il progetto prevede la costruzione dell’ACR-300, un piccolo reattore modulare (SMR) di terza generazione avanzata con una capacità di circa 300 megawatt elettrici. Secondo il Governo, il reattore è frutto del lavoro di ingegneri argentini e rappresenterebbe la prima applicazione commerciale al mondo di questo specifico progetto tecnologico, sviluppato da INVAP, l’azienda tecnologica con sede a Bariloche nota per la realizzazione di reattori di ricerca ed esportazioni ad alto contenuto tecnologico.
L’impianto dovrebbe essere costruito nel complesso nucleare di Atucha, nella località bonaerense di Lima, dove già operano le centrali Atucha I e Atucha II. Se realizzato, diventerebbe la quarta centrale nucleare argentina e la prima costruita interamente grazie a investimenti privati.
Dietro Meitner Energy figura il Gruppo Ansari, controllato dall’imprenditore statunitense di origine iraniana Hamid Ansari, attivo nel settore tecnologico e delle telecomunicazioni. L’accordo prevede che Nucleoeléctrica Argentina mantenga la possibilità di assumere successivamente la gestione e la manutenzione dell’impianto a condizioni di mercato, mentre Meitner Energy verserà un canone per l’utilizzo dei terreni.
Secondo la Segreteria agli Affari Nucleari, il nuovo modello non rappresenta una privatizzazione del settore, ma una diversa modalità di collaborazione tra Stato e investitori. In un comunicato ufficiale, l’organismo sostiene che "il settore privato viene concepito come partner dello Stato nell’esecuzione dei progetti e non come una minaccia alla sua guida", aggiungendo che il nuovo schema mira a superare un sistema nel quale lo sviluppo nucleare dipendeva esclusivamente da fondi pubblici e finanziamenti esterni.
Il progetto rientrerebbe tra quelli ammissibili al “Super RIGI”, destinato agli investimenti superiori al miliardo di dollari. Il nuovo regime, oltre a una maggiore stabilità normativa, prevede un’imposta sugli utili ridotta fino al 15%, rispetto all’aliquota ordinaria del 35%, oltre a benefici doganali e maggiore libertà nella disponibilità delle valute estere. Anche queste misure, tuttavia, entreranno in vigore soltanto se il Senato approverà definitivamente la legge.
L’esecutivo stima che il progetto possa generare circa 2.000 posti di lavoro diretti durante le fasi di sviluppo, costruzione, avviamento e gestione dell’impianto. Anche questa previsione, però, rimane subordinata alla concreta realizzazione dell’investimento.
L’annuncio arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per il settore nucleare argentino. Nei giorni scorsi la sede della Commissione Nazionale per l’Energia Atomica (CNEA) è stata teatro di proteste dopo il mancato rinnovo di 61 contratti di lavoro. Il sindacato ATE ha denunciato un presunto "smantellamento" dell’organismo, mentre la direzione della CNEA ha precisato che i contratti riguardavano personale assunto nel 2023 con incarichi a termine e che non sono stati coinvolti ingegneri nucleari né personale tecnico specializzato.
Parallelamente il Governo prosegue anche il percorso di apertura ai capitali privati di Nucleoeléctrica Argentina, la società che gestisce le tre centrali nucleari operative del Paese. L’obiettivo dichiarato è consentire l’ingresso di investitori fino a un massimo del 44% del capitale.
L’iniziativa si inserisce nel Piano Nucleare presentato dall’amministrazione Milei alla fine del 2024 come uno dei pilastri della strategia energetica nazionale. Per ora, tuttavia, sia il nuovo reattore sia il “Super RIGI” rimangono progetti ancora da concretizzare: l’investimento annunciato dovrà superare l’iter autorizzativo e il nuovo regime di incentivi dovrà ottenere l’approvazione definitiva del Congresso prima di poter trasformare le promesse in opere effettive.