NEW YORK – “Le Malvinas sono per l’Argentina una causa nazionale”. Con queste parole, pronunciate davanti all’Assemblea Generale dell’Onu, Javier Milei ha esortato il Regno Unito a riprendere i negoziati per trovare una soluzione alla disputa sulla sovranità. “Noi scegliamo una difesa pacifica, pratica ed efficace”, ha aggiunto.
“L’Argentina non resterà seduta ad aspettare che l’Onu e la comunità internazionale siano all’altezza del proprio mandato e prenderà provvedimenti”, ha dichiarato nel suo messaggio.
Milei ha ricordato che “50 anni fa questa stessa assemblea ha approvato la risoluzione che invita le parti ad astenersi dall’introdurre modifiche unilaterali mentre la disputa rimane aperta”.
A dispetto di tale risoluzione, “oggi il progetto Sea Lion avanza verso l’estrazione di petrolio sulla piattaforma continentale argentina attraverso licenze britanniche che l’Argentina respinge in quanto illegali e illegittime”.
In questo quadro ha ribadito che “qualsiasi attività non autorizzata dall’Argentina costituisce un atto illecito, sia alla luce del diritto internazionale, compresa la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, sia del diritto interno argentino”, aggiungendo che questa causa “pone un interrogativo sulla capacità dell’Onu di far rispettare le proprie risoluzioni”.
Ha poi precisato che il suo governo “continuerà a partecipare ai forum multilaterali in buona fede, perché ci sono problemi che richiedono un lavoro congiunto. Ma non confondiamo la cooperazione con la subordinazione”.
Il capo dello Stato ha affermato che “per troppo tempo i governi argentini hanno optato per una difesa fatta di parole”, ma ha sottolineato che “oggi l’Argentina ha preso atto di questa realtà e, di fronte allo sfruttamento non autorizzato delle nostre risorse nell’area contesa, siamo intervenuti, abbiamo presentato note di protesta, abbiamo fatto ricorso agli strumenti giuridici disponibili, abbiamo sanzionato le imprese coinvolte e i loro fornitori e abbiamo inviato al Congresso una Legge di difesa della sovranità nazionale”.
Al Regno Unito rivolge “un appello a riprendere i negoziati per trovare una soluzione pacifica alla disputa sulla sovranità, come richiede il diritto internazionale, e anche il nostro invito a procedere senza indugio a uno scambio di opinioni volto a risolvere la questione relativa alla controversia sullo sfruttamento delle nostre risorse naturali”.
A questo proposito, Milei ha sostenuto che “Vaca Muerta è un’opportunità storica, con il potenziale per diventare una delle grandi protagoniste energetiche dei prossimi decenni. Venite. Investite. Sviluppatela con noi. Ma questo invito ha un limite: non resteremo indifferenti di fronte a coloro che sfruttano risorse sotto un’occupazione esterna illegale”.
Sempre in materia di politica estera, Milei ha ribadito l’allineamento “senza ambiguità” dell’Argentina con l’Occidente e ha sottolineato l’affinità di valori e la complementarità strategica con gli Stati Uniti e Israele.
In questo senso ha espresso il proprio rifiuto degli attacchi del regime iraniano contro lo Stato di Israele e ha ricordato la dichiarazione della Guardia Rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica, sottolineando che “continuiamo a cercare giustizia per i due attentati che abbiamo subito sul suolo argentino nel 1992 e nel 1994”. Che colpirono rispettivamente l’Ambasciata israeliana e l’Amia (l’associazione mutuale della comunità israliana-argentina).
A questo proposito, il giudice federale Daniel Rafecas ha rinviato a giudizio in contumacia il 21 settembre otto cittadini iraniani e libanesi accusati di essere i responsabili dell’attentato all’Amia del 1994. Si tratta di un passaggio storico per il Paese: per la prima volta la Cassazione ammette un processo in assenza dell’imputato.
“Abbiamo deciso di cooperare con il mondo, ma di farlo in piedi, comprendendo che soltanto una nazione politicamente rilevante, economicamente influente e militarmente rispettabile può essere veramente padrona del proprio destino”, ha concluso Milei.