ROMA - Lo spartiacque è fissato per il 9 novembre, quando si terrà il prossimo Ecofin e l’Italia, al pari degli altri Paesi, tornerà a chiedere all’Europa di aprire sulla flessibilità. L’obiettivo del governo è quello di ottenere l’autorizzazione a utilizzare le risorse dello scostamento in materia d’energia non solo per investimenti, ma anche per aiutare le famiglie, considerato lo shock in corso sui prezzi. Ovvero quelle “misure volte a tutelare il potere d’acquisto delle famiglie” citate nella risoluzione di maggioranza che ha autorizzato lo scostamento di bilancio da 29 miliardi di euro per il biennio 2027-2028.

Intanto proseguono le interlocuzioni nella maggioranza su come dovrà essere l’impianto della legge di Bilancio. Si è tenuta una riunione al Mef alla presenza del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, del viceministro Maurizio Leo, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, di tecnici di Palazzo Chigi e di esponenti della maggioranza. Non è stata presa alcuna decisione, come ha lo stesso Leo.

L’estensione dell’aliquota Irpef al 33% per i redditi fino a 60.000 euro, una delle misure portanti del testo, è finita nel freezer. L’intervento ha un costo stimato di circa 2,7 miliardi di euro. Se il taglio delle tasse per il ceto medio-alto entrerà o meno nel pacchetto finale dipenderà dalle interlocuzioni con Bruxelles sulla flessibilità, tema sul quale Giorgetti si sarebbe mostrato ottimista.

“Quando il bollettino meteorologico annuncia tempesta prima di uscire in mare aperto forse conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione: è quello che abbiamo fatto”, ha sottolineato il responsabile di Via XX Settembre intervenendo in Aula a Montecitorio.

Sul tavolo ci sarebbero anche altre soluzioni. Tra queste la possibilità, sostenuta soprattutto da Forza Italia, di intervenire sul cosiddetto ‘cashback sanitario’, ovvero la possibilità di recuperare in tempi ravvicinati il 19% delle spese sostenute per prestazioni mediche, analisi cliniche e farmaci, evitando l’attesa della dichiarazione dei redditi dell’anno successivo. Potrebbero comunque essere previsti paletti legati a età e reddito.

La Lega continua a spingere per una finestra di pensionamento anticipato a 64 anni per circa 180.000 persone del regime misto. Il dossier sarebbe ancora aperto e i tecnici del Mef starebbero lavorando a diverse simulazioni. Il partito di via Bellerio chiede inoltre: l’innalzamento da 85.000 a 100.000 euro del limite della flat tax per le partite Iva; agevolazioni fiscali per le aziende che incrementano le buste paga degli under 35; una sorta di flat tax al 5% legata a tali interventi.

Pare destinata a essere rinviata al prossimo anno qualsiasi azione sulle tredicesime. Ci sarà invece un sostegno per chi decide di investire nelle energie rinnovabili, mentre sarebbe stata ribadita l’intenzione di utilizzare parte delle risorse destinate alla Difesa per cybersecurity e sicurezza, piuttosto che per armamenti convenzionali.

Le coperture della legge di Bilancio arriveranno: dai fondi europei; dai proventi della lotta all’evasione fiscale; da un’ulteriore spending review nei ministeri; dal possibile contributo di banche e assicurazioni.

Tra i parlamentari inizia intanto a farsi strada l’ipotesi che il testo della manovra possa approdare in Consiglio dei ministri qualche giorno dopo la scadenza del 20 ottobre. Anche il ministro Giorgetti non ha escluso questa possibilità. La data cerchiata in rosso, in caso di slittamento, sarebbe venerdì 23 ottobre. Se il confronto europeo, con il Consiglio europeo previsto oggi e domani, dovesse portare novità sulla flessibilità, il governo potrebbe procedere con un pacchetto più ampio di misure. In caso contrario, le risorse disponibili sarebbero inevitabilmente più limitate.