CANBERRA – Il mercato del lavoro australiano, finora uno dei principali elementi di sostegno per le famiglie alle prese con rincari e mutui più costosi, mostra segnali di progressivo deterioramento.

Il Committee for Economic Development of Australia (CEDA) sostiene che il tasso di disoccupazione stia aumentando abbastanza da riportare il suo “misery index”, che somma inflazione, tassi d’interesse e disoccupazione, vicino ai livelli più alti registrati dopo la pandemia.

Secondo il centro studi, l’indicatore dovrebbe rimanere ben sopra le medie storiche recenti almeno fino alla fine del 2028.

La Reserve Bank of Australia (RBA) ha provveduto per quattro volte al rialzo dei tassi d’interesse nel corso del 2026, portandoli al livello più alto degli ultimi 15 anni, mentre i prezzi al consumo sono cresciuti del 4 per cento nell’ultimo anno, spinti soprattutto dai costi dell’energia e dagli investimenti tecnologici.

“Le famiglie sono state schiacciate da due lati quest’anno, con prezzi e rate dei mutui entrambi in aumento”, ha affermato Liam Dillon, responsabile economico di CEDA.

“Un mercato del lavoro tenace è stato il principale elemento che ha tenuto insieme molti bilanci familiari”.

Ora però anche questo sostegno comicia a evidenziare segni di cedimento.

Dall’inizio dell’anno l’economia ha comunque aggiunto 177mila posti di lavoro, ma secondo l’autore del rapporto Daniel Beadle un numero crescente di persone è costretto a cercare un’occupazione o un secondo impiego per far fronte al costo della vita.

Gli analisti di JP Morgan prevedono che i dati dell’Australian Bureau of Statistics, in uscita giovedì, mostrino un tasso di disoccupazione stabile al 4,6 per cento a settembre, il livello più alto dal novembre 2021.

Il dato è aumentato di mezzo punto percentuale dall’inizio dell’anno ed è già superiore alla previsione della RBA, che per il quarto trimestre indicava il 4,5 per cento.

Il Fondo monetario internazionale (FMI) stima inoltre che la disoccupazione australiana possa salire al 4,7 per cento nel 2027.

Nel suo ultimo World Economic Outlook, il FMI ha riconosciuto che l’economia australiana sta resistendo allo shock petrolifero provocato dal conflitto in Medio Oriente, ma ha anche indicato vulnerabilità crescenti.

Un protrarsi o un aggravarsi della crisi, secondo il Fondo, potrebbe mantenere elevati e instabili i prezzi di energia e di generi alimentari, riaccendere l’inflazione e frenare la crescita.

Il ministro del Tesoro Jim Chalmers parte oggi per Bangkok, dove parteciperà agli incontri annuali di FMI e Banca Mondiale e chiederà la fine del conflitto in Medio Oriente, che ha definito responsabile di un pesante impatto economico globale.