Si entra in sala e ci si ritrova circondati da pannelli enormi disposti in orizzontale sulle pareti, la luce di un giardino scorre lungo le pareti dal primo pomeriggio fino al buio. È l’effetto di ‘Day Cycle’, l’opera di Salvatore Zofrea al centro della mostra della Macquarie University Art Gallery, protagonista mercoledì 7 ottobre di un incontro pubblico. Tra i presenti c’erano il console generale d’Italia a Sydney, Gianluca Rubagotti, Stephanie, moglie dell’artista, e il rettore dell’università, il professor S. Bruce Dowton e diverse personalità del mondo dell’arte.
Zofrea ha iniziato a dipingere il ciclo nel 2012. Ci ha lavorato per quattordici anni, fino a superare i trenta metri di tela. Il ciclo è diviso in quattro momenti della giornata, dal mattino alla notte, e la mostra, curata da Rhonda Davis e Kon Gouriotis, ne presenta il pomeriggio e la sera. È un’impresa che, per dimensioni, ha pochi precedenti nella pittura australiana.
Nei quadri non compaiono persone né case. Il soggetto è la natura di Kurrajong, ai piedi delle Blue Mountains, dove il pittore vive circondato da un giardino di piante native ed esotiche. Il colore nasce quasi come musica: Zofrea dice di ispirarsi, mentre dipinge, a Debussy e Chopin, e mescola il lapislazzuli ai pigmenti per accendere la luce. Per lui il ciclo è un modo di dare forma all’amore nella sua versione più pura.
La sua è una storia di emigrazione. Partito dall’Italia, sbarcò in Australia nel 1956, quando aveva nove anni. Prima di potersi dedicare all’arte, lavorò e poi si formò alla Julian Ashton Art School. Oggi le sue opere sono nelle collezioni della National Gallery of Australia e della Art Gallery of NSW, che ha acquisito le cento xilografie autobiografiche di Appassionata. Nel suo palmarès ci sono diversi Sulman Prize.
La mostra resta aperta fino a domani, venerdì 16 ottobre.