WASHINGTON - Debutto segnato da esitazioni, un briefing insolitamente breve e crescenti interrogativi sulle qualifiche professionali per Katie Zacharia, la nuova portavoce della Casa Bianca scelta dal presidente Donald Trump. 

Abituati alla precedente portavoce Karoline Leavitt (dimessasi ad agosto dopo la nascita della seconda figlia), che conosceva personalmente molti dei cronisti e teneva conferenze stampa di almeno mezz’ora, i giornalisti accreditati sono rimasti spiazzati dalla decisione di Zacharia di concludere l’incontro dopo poco più di 14 minuti, rispondendo ad appena tre domande e incorrendo in una mini-gaffe sulla propria vita privata. 

A sollevare i primi dubbi sulla carriera di Zacharia era stato il giornalista indipendente Judd Legum, segnalando che la donna non risulta iscritta all’albo degli avvocati in California. Ciononostante, venerdì scorso Donald Trump l’aveva presentata ufficialmente come “avvocata” nell’annuncio della nomina. 

Secondo quanto rivelato dal Washington Post, interpellata su dove fosse stata abilitata, Zacharia ha dichiarato di aver superato l’esame di abilitazione alla professione forense in Cina, senza citare alcun’iscrizione presso gli albi di uno Stato americano o del Distretto di Columbia. In Cina, tuttavia, i cittadini stranieri non possono sostenere l’esame di Stato nazionale né esercitare nei tribunali. 

Il suo profilo LinkedIn indica un precedente incarico di responsabile legale per Fix California, organizzazione no-profit fondata dal consigliere presidenziale Ric Grenell, mentre la Pepperdine University ha confermato il conseguimento della laurea in legge nel 2011.

La Casa Bianca non ha chiarito se la nuova portavoce abbia mai esercitato la professione legale negli Stati Uniti, limitandosi a precisare in una nota: “Katie si è trasferita in Cina con il marito dopo la laurea per il suo lavoro presso una società statunitense di private equity, mentre lei si occupava di diritto delle transazioni internazionali”. 

L’esordio al podio della sala stampa della Casa Bianca è durato appena 14 minuti ed è stato occupato in gran parte da una dichiarazione introduttiva, letta con qualche incertezza. Durante il briefing, Zacharia ha concesso spazio a tre sole domande, rivolte dai reporter di Breitbart News, Fox News e Daily Mail. 

Nel corso dell’incontro si è verificato anche un momento di imbarazzo legato alla vita privata della portavoce, che si è corretta dicendo: “Il presidente... scusate, mio marito... Questa è buona...“. Zacharia ha inoltre dedicato parte del breve intervento a spiegare come intenda conciliare il nuovo ruolo con la vita familiare, sottolineando che Trump è “il miglior portavoce di sé stesso”, un’affermazione che lascia intendere come il presidente potrebbe scegliere di parlare più spesso in prima persona alla stampa. 

Sulle questioni internazionali, interpellata da Fox News sulla possibilità che Washington interrompa la condivisione di informazioni di intelligence con l’Ucraina, la portavoce non ha saputo chiarire la posizione dell’amministrazione, limitandosi a rispondere: “Dovrò tornarci sopra e darvi una risposta”. 

La brevità del briefing ha colto di sorpresa la sala stampa. Un corrispondente della Bbc, che segue la Casa Bianca da quasi quattro anni, l’ha definito “senza dubbio il briefing più breve” a cui abbia mai assistito, “e con un margine enorme”. Alla chiusura dell’incontro si sono levate esclamazioni di sorpresa e richieste di chiarimento su un eventuale ritorno al podio, mentre anche alcuni cronisti di testate pro-Trump hanno giudicato “strano” lo svolgimento dell’appuntamento. 

L’annuncio di maggior rilievo fornito da Zacharia ha riguardato la richiesta di dimissioni avanzata dalla Casa Bianca all’ambasciatrice statunitense in Grecia, Kimberly Guilfoyle. Il provvedimento è giunto in seguito alle indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, secondo cui la diplomatica avrebbe chiesto 100mila dollari a un finanziatore repubblicano per saldare il conto della propria carta di credito American Express. 

Sul fronte interno, quattro fonti informate sulle dinamiche della Casa Bianca citate dal Washington Post hanno riferito che Trump avrebbe deciso la nomina di Zacharia in autonomia, senza coinvolgere la capo di gabinetto Susie Wiles. I vertici dello staff sarebbero stati informati soltanto la sera precedente all’annuncio ufficiale, lasciando alla nuova portavoce pochissimo tempo per prepararsi. 

Nonostante le perplessità emerse tra diversi funzionari della Casa Bianca sulla sua preparazione e sulla futura durata dell’incarico, Trump si è detto soddisfatto: “Ho pensato che fosse molto brava”, ha dichiarato il presidente prima di partire per un comizio in Alaska.  

A difendere Zacharia, madre di quattro figli con alle spalle apparizioni su Fox News e One America News e un’esperienza lavorativa per Truth Social, è intervenuto anche il direttore della comunicazione Steven Cheung, definendola “straordinariamente qualificata e molto brillante” e assicurando che farà “un lavoro incredibile” come portavoce.