ROMA - Dopo il Senato, Giorgia Meloni è intervenuta alla Camera per le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo. La premier è entrata in Aula con il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani, accolta dagli applausi della maggioranza.
Al centro del dibattito restano Ucraina, energia, difesa e bilancio europeo. La maggioranza ha presentato due risoluzioni, come già avvenuto al Senato: una generale sui principali dossier del Consiglio europeo e una seconda, più specifica sull’Ucraina, con l’impegno a sostenere gli sforzi per una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche.
Le opposizioni hanno annunciato l’uscita dall’Aula e la non partecipazione al voto, contestando il metodo della doppia risoluzione.
Nel corso della replica, Meloni ha attaccato i parlamentari vicini a Roberto Vannacci che hanno cambiato posizione sull’Ucraina. “Quello che stiamo facendo sull’Ucraina è quello che c’è scritto nel nostro programma”, ha detto, rivolgendosi a Laura Ravetto, passata dalla Lega a Futuro nazionale. Secondo la premier, il cambio di linea a fine legislatura “sarebbe più credibile se accompagnato dalle dimissioni e da una nuova candidatura” con le tesi oggi sostenute.
Immediata la replica dei vannacciani, con il capogruppo alla Camera, Edoardo Ziello, che ha accusato la maggioranza di avere tradito le promesse elettorali e ha sostenuto che continuare a inviare armi a Kiev non porti alla pace.
La presidente del Consiglio ha rivendicato la risoluzione sulla “tregua energetica”, cioè la cessazione degli attacchi russi alle centrali elettriche ucraine e di quelli ucraini alle raffinerie russe, criticando poi il campo largo per la scelta di non partecipare alla votazione.
In Aula è arrivata anche la solidarietà di Riccardo Magi dopo le parole della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che aveva commentato l’attacco di Meloni all’intesa sul gasolio russo annunciata da Donald Trump dicendo: “Prima di tutto non sono affari suoi. Secondo, tornare alla frase uno”.
Magi ha espresso solidarietà alla premier, ma le ha chiesto di non fare “la morale” alle opposizioni mentre nel governo c’è Matteo Salvini, accusato di avere una posizione diversa sull’Ucraina.
Meloni ha attaccato anche il Movimento 5 Stelle sul rapporto con gli Stati Uniti e la Nato. “Vi chiederei di essere conseguenti e dire qual è la posizione dell’Italia rispetto all’Alleanza atlantica in caso di un vostro ritorno al governo”, ha detto. Giuseppe Conte ha replicato accusando la premier di concentrarsi sugli avversari mentre famiglie e imprese sono in difficoltà per il caro carburanti.
Tensione anche con il Pd. Meloni ha contestato al capogruppo Giuseppe Provenzano un passaggio sul suo rapporto con Donald Trump, definendo “misogino” il riferimento al fatto che la premier non sarebbe andata a un vertice perché non “vezzeggiata”, e affermando: “Non sono arrivata dove sono arrivata con carezze e moine, ma combattendo”, ha detto. Laura Boldrini ha respinto l’accusa, sostenendo che “la misoginia è un’altra cosa”.
Sul fronte energia, Meloni ha risposto ad Angelo Bonelli, che aveva denunciato il costo dei beni alimentari e accusato il governo di non avere fatto abbastanza sul clima. “Non mi è chiarissimo quale sia la proposta dei Verdi: il petrolio no, il gas no, il nucleare no, sulle rinnovabili comunque non abbiamo fatto abbastanza. Temo che ci rimangano solo le candele”, ha ironizzato la premier.
La presidente del Consiglio ha rivendicato la scelta del mix energetico, sostenendo che il governo ha lavorato sulle rinnovabili e ha riaperto il dossier del nucleare. Sul fisco, ha confermato di essere favorevole all’estensione dell’aliquota Irpef al 33% per i redditi fino a 50mila euro.