FIRENZE - Dal River Plate al Real Madrid, fino alla nuova avventura con la Fiorentina. Franco Mastantuono ripercorre le tappe della sua giovane carriera nella seconda puntata di “MySkills”, il format di DAZN realizzato in collaborazione con EA SPORTS FC 27. Il trequartista argentino, 19 anni, ha già conquistato i tifosi viola grazie alla tripletta contro il Venezia, che gli ha permesso di superare un primato di Lionel Messi e diventare il più giovane argentino a segnare tre reti in una partita in uno dei cinque principali campionati europei.

“Essere su un pezzo di carta insieme a Messi per me è stato assurdo. Condividere un record del genere con lui è il massimo che possa capitare”, racconta Mastantuono, tornando poi sul trasferimento dal River Plate al Real Madrid: “È stato un cambiamento enorme, soprattutto dal punto di vista culturale, ma al Real mi hanno trattato benissimo. Bellingham è il giocatore che preferisco”. Il giovane argentino, considerato uno dei talenti più promettenti della sua generazione, preferisce però mantenere un profilo basso: “Non so se sono uno dei migliori giovani al mondo. Non mi piace parlare troppo di me, il livello è alto ed è sempre bello confrontarsi con giocatori di grande qualità”.

L’impatto con il calcio italiano è stato positivo, anche se Mastantuono è consapevole delle difficoltà che attendono la Fiorentina. “La Serie A mi piace molto, è un campionato competitivo e tutte le squadre sono forti. Dobbiamo migliorare, ma lavorando sodo sono sicuro che alla fine sarà una stagione positiva per noi”, assicura il trequartista, che prima di arrivare a Firenze ha ricevuto anche i consigli di un illustre connazionale: “Batistuta è un grande. Ho avuto la possibilità di parlare con lui e mi ha parlato benissimo della Fiorentina”.

Tra i momenti decisivi della sua carriera, Mastantuono ricorda infine la punizione realizzata contro il Boca Juniors con la maglia del River Plate. “Aspettavo quella partita da tanto tempo. Per me era un modo per rispondere a quello che si diceva sul mio conto. Segnare quella punizione mi ha cambiato la vita, è stato un regalo che il calcio mi ha fatto”.