CANBERRA - L’Australia ha ridotto gli avvisi di viaggio per diversi Paesi del Medio Oriente, dopo l’intesa preliminare tra Stati Uniti e Iran per fermare il conflitto nella regione.
Le indicazioni per Bahrain, Kuwait, Israele, Qatar e UAE sono state portate dal livello quattro, “do not travel”, al livello tre, “reconsider your need to travel”. La modifica viene adottata dopo l’accordo provvisorio tra Washington e Teheran, che dovrebbe essere formalizzato venerdì in Svizzera.
Il ministro degli Esteri Penny Wong ha detto che le condizioni attuali in alcune parti della regione rendono appropriata la rimozione dell’avviso più severo. Ha però sottolineato che il livello tre resta una soglia alta e non equivale a un via libera. “Continuiamo a invitare gli australiani a rinviare i viaggi non essenziali”, ha affermato in una dichiarazione.
Wong ha precisato che “reconsider your need to travel” vale anche per il transito. Chi deve passare attraverso questi Paesi dovrebbe restare il minor tempo possibile ed evitare attività non necessarie.
L’avviso di livello quattro resta invece in vigore per alcune parti di Israele, oltre che per Iran, Iraq, Libano, Palestina, Siria e Yemen. Il precedente blocco agli spostamenti era stato introdotto dopo l’inizio del conflitto, a fine febbraio, quando diversi aeroporti della regione erano stati chiusi per la minaccia missilistica.
La riduzione dell’allerta ha anche conseguenze pratiche per i viaggiatori australiani. Gli avvisi “do not travel” possono infatti rendere inefficace l’assicurazione di viaggio per chi vola all’estero transitando dal Medio Oriente, creando problemi a chi usa gli scali del Golfo per raggiungere Europa o altre destinazioni.
L’ambasciatore israeliano in Australia, Hillel Newman, ha detto che Israele sostiene l’accordo di pace tra Iran e Stati Uniti. Ha però chiarito che gli attacchi israeliani contro il Libano continueranno, definendo le operazioni nel sud del Paese come puramente difensive.
“Stiamo cercando solo di portare difesa e sicurezza al nostro popolo - ha detto ad ABC Radio -. Se avremo sicurezza, non continueremo le nostre attività nel sud del Libano”.
Gli scambi a fuoco tra Israele e Libano hanno alimentato timori sulla tenuta dell’intesa. Donald Trump ha però minimizzato il rischio, descrivendo quella guerra come minore e sostenendo che l’accordo potrà sopravvivere.
Per Canberra, il messaggio resta prudente: l’allerta scende, ma il Medio Oriente non torna automaticamente sicuro.