PARIGI - Donald Trump ha intensificato la stretta su Benjamin Netanyahu per gli attacchi israeliani nel Libano, arrivando a ipotizzare un intervento della Siria contro Hezbollah mentre Washington cerca di chiudere l’intesa con Teheran per fermare la guerra regionale.
Parlando al vertice del G7 in Francia, il presidente americano ha rivolto nuove critiche al primo ministro israeliano, con cui le tensioni sono esplose più volte nelle ultime settimane. “Senza gli Stati Uniti non ci sarebbe Israele - ha detto Trump -. Senza di me non ci sarebbe Israele, perché nessun altro presidente era disposto a fare quello che ho fatto”. Poi ha aggiunto: “Ho avuto un ottimo rapporto con Bibi, ma ora Bibi deve essere più responsabile sul Libano”.
Domenica, nelle ultime ore dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, Israele ha colpito quello che ha indicato come un centro di comando di Hezbollah nel sud di Beirut. L’attacco ha provocato un’altra telefonata tesa tra Trump e Netanyahu, con il presidente americano che avrebbe chiesto lo stop a nuove operazioni.
La critica di Trump riguarda ora anche la gestione più ampia del conflitto con Hezbollah, riapertosi a marzo quando il gruppo sostenuto dall’Iran ha aperto il fuoco contro Israele in solidarietà con Teheran. Secondo Trump, Israele avrebbe dovuto chiudere la partita più rapidamente. “Va avanti per sempre”, ha detto, sostenendo che questo getta un’ombra negativa sull’accordo con l’Iran.
Il passaggio più delicato è giunto quando Trump ha evocato la Siria. “Se Israele non può fare il lavoro senza uccidere tutti gli altri, la Siria farà il lavoro”, ha dichiarato. Il presidente americano ha detto di aver suggerito a Israele di lasciare che sia Damasco a occuparsi di Hezbollah.
L’idea avrebbe ripercussioni gravi. Trump ha rafforzato i rapporti con il presidente siriano Ahmed al-Sharaa, ex leader ribelle salito al potere dopo la caduta di Bashar al-Assad alla fine del 2024. La sua ascesa preoccupa Israele, anche per i suoi precedenti legami con Al Qaeda. Inoltre Hezbollah aveva sostenuto Assad durante la guerra civile siriana, mentre le forze siriane hanno occupato il Libano per decenni.
L’accordo tra Stati Uniti e Iran prevede la fine dei combattimenti nella regione, incluso il Libano. Netanyahu ha però detto che le forze israeliane resteranno nelle aree occupate durante l’invasione di marzo e manterranno libertà d’azione contro Hezbollah. La Casa Bianca ha chiarito che il ritiro israeliano non sarà una condizione dell’intesa con Teheran.
L’Iran legge il quadro in modo opposto. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha detto che la fine della guerra deve includere anche la fine dell’occupazione. Per Teheran, nuovi attacchi israeliani in Libano o la permanenza nei territori occupati costituirebbero una violazione del memorandum. La tregua non è ancora firmata, ma già mostra le sue crepe.