ROMA - A una settimana dal vertice dell’Alleanza Atlantica in programma ad Ankara il 7 e 8 luglio, Giorgia Meloni ha riunito a Palazzo Chigi i ministri Antonio Tajani, Guido Crosetto e Giancarlo Giorgetti per fare il punto sui principali dossier che accompagneranno la missione in Turchia: spese militari, sostegno all’Ucraina, rapporti con gli Stati Uniti e rafforzamento del pilastro europeo della Nato.
Il vertice sarà anche una nuova occasione di confronto con Donald Trump, dopo le tensioni seguite al colloquio al G7. Al centro ci sarà il tema della spesa per la difesa, su cui gli Stati Uniti continuano a chiedere agli alleati europei un’accelerazione.
Nelle stesse ore Tajani, intervenendo alla Camera, ha ribadito che ad Ankara l’Italia confermerà il proprio impegno: “Un passo coraggioso e necessario per proteggere la nostra libertà e la sicurezza dei cittadini”.
Secondo quanto filtra dalla riunione, si è discusso anche del ricorso al Safe, lo strumento europeo di prestiti per finanziare investimenti nella difesa, ma nel governo non è ancora stata comunicata una decisione definitiva sull’eventuale accesso dell’Italia e sulla misura dell’intervento.
A creare irritazione nell’Esecutivo è stata anche la ricostruzione della Frankfurter Allgemeine Zeitung, secondo cui Roma si sarebbe opposta a impegni finanziari degli alleati per la fornitura di armi a Kiev non solo per il 2026 ma anche per il 2027, lasciando in sospeso il relativo passaggio della dichiarazione finale del vertice.
Fonti di governo smentiscono che l’Italia abbia frenato sul sostegno all’Ucraina e negano un’opposizione allo stanziamento di 70 miliardi per Kiev, spiegando che Roma aveva inizialmente valutato solo l’opportunità di inserire quel dato nella dichiarazione finale. L’obiezione, secondo le stesse fonti, sarebbe già rientrata da giorni.
Per il governo, l’obiettivo resta quello di spingere la Russia a sedersi al tavolo negoziale, tema affrontato anche nella riunione degli E5 a Berlino, dove il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha indicato la volontà di mandare da Ankara “un forte segnale di sostegno all’Ucraina” accompagnato da un “forte finanziamento”.
Il consolidamento della sicurezza europea sarà uno dei capitoli centrali del summit. Nelle prossime ore sarà pienamente operativa in Turchia una batteria Samp-T fornita dall’Italia per contribuire alla protezione del vertice. Meloni ha già annunciato che porterà al tavolo il dato del 2,8% del Pil investito in difesa, con un aumento dello 0,71% legato però soprattutto alle spese per la sicurezza sul territorio nazionale.
Resta aperto anche il dossier dei rapporti con Washington, e nei prossimi giorni si capirà se e come la premier avrà un faccia a faccia con Trump in Turchia. Sicuramente incrocerà il segretario generale della Nato Mark Rutte, dopo le sue parole sui voli statunitensi dalle basi italiane verso l’Iran, definite da Tajani “improvvide e non vere”, creando un cortocircuito tra Roma, Washington e Teheran.