BUENOS AIRES – Il governo argentino ha formalizzato l’invio al Congresso della riforma della Carta Organica della Banca Centrale della Repubblica Argentina (Bcra), poche ore dopo che il presidente Javier Milei ne aveva illustrato i punti principali in un messaggio registrato trasmesso in diretta nazionale la sera di giovedì 30 luglio.
Il progetto è stato presentato alla Camera dei deputati e il governo punta a trasformarlo in legge entro agosto.
Nel suo intervento, Milei ha definito l’iniziativa una delle riforme strutturali più importanti, dalla nascita della Banca Centrale nel 1935, e ha attaccato il finanziamento della spesa pubblica attraverso l’emissione monetaria, definendolo una forma di truffa tramite la cosiddetta “tassa inflazionistica”, ossia la perdita di potere d'acquisto subita da chi detiene moneta a causa dell'inflazione generata dall'emissione monetaria, meccanismo che funziona come una sorta di prelievo fiscale.
Il presidente ha citato l’inflazione accumulata dalla fondazione dell’istituto – una cifra a venti cifre – per giustificare l’urgenza della riforma.
Il testo trasmesso alla Camera si articola in sei punti principali. Il primo ridefinisce l’obiettivo della Banca Centrale, che d’ora in poi si concentrerà esclusivamente sulla tutela del valore della moneta, abbandonando gli obiettivi di occupazione e sviluppo economico con equità sociale introdotti dalla riforma del 2012 durante la gestione di Mercedes Marcó del Pont.
Un altro punto mira a rafforzare l’indipendenza del presidente della Banca Centrale e del suo direttorio rispetto alle pressioni politiche: pur senza modificare il sistema di nomina, la loro eventuale revoca richiederà l’approvazione dei due terzi sia del Senato sia della Camera dei deputati.
La riforma limita inoltre la distribuzione dei dividendi derivanti dalla liquidità e introduce riserve tecniche non distribuibili per gli utili derivanti dalla detenzione di attività finanziarie.
Il quinto punto prevede che una parte degli utili d’esercizio, finché resteranno da estinguere le lettere intrasferibili e gli anticipi transitori concessi allo Stato, venga destinata esclusivamente al rimborso di tali passività.
Il sesto asse della riforma punta a modernizzare il quadro operativo della Banca Centrale e a rafforzare il regime giuridico delle riserve internazionali.
La riforma è stata presentata come parte di un pacchetto più ampio che comprende anche il cosiddetto “Grillete Fiscal”, un meccanismo che farebbe scattare una riduzione parziale delle attività dello Stato nel caso di disavanzo fiscale per diversi mesi consecutivi, oltre a modifiche al mercato dei capitali e al sistema assicurativo, queste ultime non ancora formalizzate.
Sul piano parlamentare, il capo di Gabinetto Diego Santilli e il presidente della Camera dei deputati Martín Menem confidano di ottenere i voti necessari: 129 deputati e 37 senatori. La Libertad Avanza dispone di 95 deputati propri e ha quindi bisogno dell’appoggio di altri 34 parlamentari appartenenti ad altre forze politiche.
I calcoli del governo prevedono di aggiungere ai propri voti quelli dei 22 membri di Fuerzas del Cambio (Pro, radicali, Mid e alleati provinciali), degli 11 deputati di Innovación Federal e di altri blocchi dialoganti. Il calendario dell’esame sarà definito già questa settimana, quando il capogruppo libertario Gabriel Bornoroni incontrerà gli alleati, per decidere se concentrare il dibattito in una sessione speciale o dividerlo in due sedute, previste indicativamente per il 19 e il 26 agosto.
La riforma potrebbe essere esaminata insieme ad altri due progetti del governo: l’ampliamento della legge sulla cosiddetta “innocenza fiscale” e il progetto del Super Rigi.
Un precedente ancora irrisolto evidenzia la questione istituzionale che la riforma intende affrontare: la nomina di Santiago Bausili alla guida della Banca Centrale, in vigore dal 2023, non è ancora stata esaminata dal Senato e il funzionario continua a esercitare l’incarico in via provvisoria, una situazione ricorrente nella storia recente dell’istituto.