ROMA - “Muori subito”. È uno dei messaggi che la deputata leghista ed ex magistrata Simonetta Matone ha ricevuto via mail, mentre a piazza Duomo era in corso la manifestazione organizzata dal leader della Lega Matteo Salvini.
La notizia è stata resa nota oggi, accompagnata da numerose dichiarazioni di solidarietà da parte di esponenti della maggioranza.
“La mia piena solidarietà alla deputata Simonetta Matone, ancora una volta bersaglio di gravi minacce”, ha scritto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana. “Colpisce e indigna profondamente la reiterazione di episodi di odio, accompagnati da insulti che arrivano a coinvolgere anche gli affetti più cari. Confido che siano presto individuati i responsabili”, ha aggiunto.
La presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi, ha espresso “la più sincera solidarietà umana e politica all’amica Simonetta Matone, nuovamente vittima di gravi e inaccettabili minacce di morte”, e anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara si è detto solidale: “Sono certo che continuerà il suo lavoro con determinazione, senza cedere a chi alimenta odio e tensioni”.
La vicenda si intreccia con un acceso botta e risposta via social tra Matone e la deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino. In un post, Matone ha accusato l’ex sindaca di Torino di aver preso “l’ennesima topica” sulle sue parole relative alle bandiere della pace: “Se solo avesse ascoltato le frasi che ho detto a Radio Uno avrebbe evitato di tirare in ballo le bandiere della pace, alle quali si deve rispetto, e avrebbe condannato con me chi le utilizza nelle manifestazioni di piazza per nascondersi dietro e fare violenze inaudite”, ha affermato.
Appendino ha immediatamente replicato con una nota dura, sostenendo che i suoi attacchi sono il riflesso “di una paura evidente: quella di chi vede le proprie piazze svuotarsi mentre il popolo della pace invade l’Italia. Basta strumentalizzazioni: non accettiamo lezioni di legalità da chi invoca i roghi per le bandiere”.
L’esponente pentastellata ha anche rivendicato la propria esperienza da prima cittadina del capoluogo piemontese, dove ha detto di aver sgomberato aree anarchiche e condannato ogni forma di violenza. “La bandiera della pace non è uno scudo per violenti, ma il simbolo di un’Italia che rifiuta la vostra economia di morte”, ha concluso.