SYDNEY – Dopo mesi di crescita, One Nation registra un arretramento nei sondaggi, pur restando su livelli elevati rispetto al passato.
Due rilevazioni pubblicate nel fine settimana indicano un calo del consenso per il partito guidato da Pauline Hanson, senza però un rafforzamento di rilievo delle principali forze politiche.
Secondo il Newspoll, One Nation scende dal 27% al 24%, mentre un sondaggio Resolve rileva un calo dal 24% al 22%. Nonostante la flessione, il partito mantiene una base elettorale consistente, anche se perde la seconda posizione a favore della Coalizione nella rilevazione Resolve.
Il Partito laburista resta stabile nel Newspoll al 31%, così come la Coalizione al 21%. Nel sondaggio Resolve, invece, i laburisti guadagnano tre punti, passando dal 29% al 32%, mentre la Coalizione sale dal 22% al 23%, superando One Nation.
Sul fronte della leadership, il primo ministro Anthony Albanese continua a essere preferito rispetto al leader dell’opposizione Angus Taylor. Nel Newspoll il vantaggio è netto, con il 46% contro il 37%, mentre nel Resolve il margine si riduce a un punto, 33% contro 32%.
I livelli di soddisfazione sono proporzionalmente similari. Albanese registra il 40% di giudizi positivi contro il 57% di insoddisfazione, mentre a Taylor viene attribuito il 33% di soddisfatti e il 46% di insoddisfatti.
Il calo di One Nation viene registrato in un contesto internazionale segnato dalla guerra in Medio Oriente e dalle tensioni energetiche legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Un fattore che, secondo alcuni esponenti politici, potrebbe aver spinto parte dell’elettorato verso partiti percepiti come più attrezzati a gestire crisi complesse.
La senatrice dei Nazionali Bridget McKenzie ha collegato il cambiamento di tendenza proprio a questo scenario. “In momenti di crisi globale, gli elettori tendono a guardare ai partiti di governo per affrontare shock economici e conflitti internazionali”, ha spiegato.
Dal governo, il ministro dell’Industria Tim Ayres ha evitato di attribuire cause precise al calo, sottolineando invece la necessità di una risposta coordinata alle sfide economiche. “Il nostro compito è concentrarci sugli interessi degli australiani, in particolare nelle aree industriali e regionali”, ha dichiarato.
Il quadro che emerge è quello di un elettorato in movimento, ma senza un chiaro rafforzamento dei partiti maggiori. Il calo di One Nation segna una pausa nella sua crescita, mentre il contesto globale continua a influenzare le dinamiche politiche interne.