ROMA - Un candidato ufficiale ancora non c’è, ma i colloqui in vista delle elezioni Figc del prossimo 22 giugno continuano a ruotare attorno a due nomi: Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, attuale numero 1 della Lega Dilettanti. Matteo Marani, presidente della Lega Pro (componente che ha il 12% del peso elettorale), ha incontrato entrambi. Prima Abete nella sede della Lnd, poi l’ex presidente del Coni a Palazzo H. “Una bella chiacchierata”, si è limitato a dire Malagò, indicato nei giorni scorsi come candidato dalla Lega Serie A, prima del Consiglio nazionale (al quale partecipa in veste di membro Cio) a Palazzo H, dove Gianfranco Zola ha ricevuto la Stella d’oro al merito sportivo. Al centro delle valutazioni della Lega di Marani c’è proprio la riforma che porta il nome dell’ex campione, “ritenuta un passaggio fondamentale per garantire sostenibilità, sviluppo e valorizzazione dei giovani talenti italiani”, scrive la Lega Pro in una nota sottolineando come gli incontri con Abete e Malagò si siano “svolti in un clima cordiale e costruttivo, consentendo un confronto aperto e approfondito sui principali temi che riguardano il futuro del calcio italiano.

Nel corso dei colloqui, il presidente Marani ha ascoltato con attenzione le riflessioni delle due figure potenzialmente candidate, cogliendo l’occasione per rappresentare le istanze della Lega Serie C. I dialoghi hanno evidenziato come la Lega Pro sia parte attiva in un percorso di confronto istituzionale volto a contribuire in modo costruttivo al rinnovamento e alla crescita del sistema calcistico nazionale”. I colloqui proseguiranno in questi pr giorni. Malagò dovrebbe incontrare i vertici di Aiac (Associazione Italiana Allenatori Calcio) e Aic (Associazione Italiana Calciatori). Abete ha chiesto alla sua Lega le stesse titolarità di cui è stato investito l’ex presidente del Coni e l’iter interno è in corso: per la designazione serve la metà più uno dei delegati che si esprimono in rappresentanza dei 18 comitati, dei comitati di Trento e Bolzano, dei dipartimenti interregionale e Serie C femminile e della divisione calcio a 5. Per presentare ufficialmente la candidatura alle elezioni Figc c’è tempo fino al 13 maggio.

Intanto, i tre miliardi e mezzo di investimenti mobilitabili per gli stadi in cantiere, inteso come iter amministrativo, in parte destinati a Euro 2032, partendo da Milano e Roma, sono esclusivamente finanziamenti privati. Lo ha detto il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, durante l’audizione in commissione Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica al Senato, a proposito degli stadi per Euro 2032 dopo la nomina di Massimo Sessa come commissario stadi. “Il commissario sta interagendo con le amministrazioni del territorio dove sono nati progetti infrastrutturali, in gran parte di impulso privato, cioè con finanza privata che si mette a disposizione dello sviluppo urbano - ha aggiunto il ministro -. Le risorse pubbliche per lo sviluppo delle infrastrutture finalizzate a Euro 2032 ce ne sono limitatamente. Sono presenti laddove l’impulso è pubblico, vedi Firenze, dove le risorse sono messe a disposizione del Comune”.