Le persone con Covid-19 prolungato presentano un rischio significativamente più elevato di sviluppare malattie cardiovascolari, anche senza essere state ricoverate durante la fase acuta dell’infezione: è quanto emerge da uno studio condotto su oltre 1,2 milioni di individui, che evidenzia un aumento consistente di eventi cardiovascolari nel lungo periodo. Tra i circa 9.000 soggetti con diagnosi di long Covid inclusi nello studio, il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari è risultato nettamente superiore rispetto alla popolazione senza la condizione. Durante un follow-up di circa quattro anni, eventi cardiovascolari si sono verificati nel 18,2% delle donne e nel 20,6% degli uomini con long Covid, contro rispettivamente l’8,4% e l’11,1% nei gruppi di controllo.

Anche dopo aver corretto i dati per fattori come età, condizioni socioeconomiche e altri rischi noti, le differenze restano marcate. Le donne con Covid-19 prolungato presentano un rischio più che doppio di ricevere una diagnosi cardiovascolare rispetto alle donne senza la condizione, mentre negli uomini l’aumento del rischio è di circa un terzo. Lo studio evidenzia in particolare un aumento di aritmie cardiache e coronaropatie in entrambi i sessi. Nelle donne si osserva inoltre una maggiore incidenza di insufficienza cardiaca e malattie vascolari periferiche, mentre non è emersa una chiara associazione con l’ictus. È stato rilevato che alcune patologie cardiovascolari sono più frequenti nei pazienti con long Covid, anche in individui relativamente giovani e precedentemente sani. I ricercatori sottolineano che molti pazienti con Covid-19 prolungato non sono mai stati ospedalizzati, con il rischio che eventuali complicanze non vengano individuate tempestivamente. I risultati indicano la necessità di un monitoraggio più sistematico e strutturato, tenendo conto anche delle differenze di genere.