PERTH - Si parlava di dubbi, di riflessioni, c’era il timore che potesse dire basta. Non è così: Luka Modric, 40 anni e non sentirli (saranno 41 il 9 settembre), porta avanti la sua straordinaria carriera, si appresta a vivere la sua seconda stagione con la maglia del Milan, quella che sognava da piccolo e che adesso porta addosso con la voglia di fare la storia anche in rossonero.
In una lunga intervista a Sky Sport Insider, il centrocampista croato, appena tornato dalle vacanze post-Mondiale, parla di tutto. “Sono molto felice di essere tornato per una nuova stagione con il Milan. Mi sono divertito molto l’anno scorso.
Purtroppo non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo minimo, che era qualificarci per la Champions, e questo è stato un po’ frustrante per come è finita, perché fino a quel momento stavamo facendo una grande stagione. Per me è stato anche frustrante non poter aiutare la squadra nelle partite più importanti alla fine della stagione, quando mi sono infortunato. Per questo avevo voglia di tornare. Spero di fare una stagione migliore e di vincere con il Milan”.
La voglia di riscatto è importante, ma l’ex Real ha scelto di tornare anche per altri motivi, indipendentemente dall’esito negativo della scorsa stagione.
“Volevo tornare perché mi sentivo benissimo. Tutto il club, tutti i tifosi mi hanno mostrato tantissimo affetto. Mi sono stati davvero vicini sotto ogni aspetto e questa è stata la prima ragione per cui volevo tornare al Milan - spiega -. Il modo in cui è finita la stagione non è stato quello che mi aspettavo. Ma soprattutto volevo tornare per il Milan”.
“Mi hanno mostrato ancora una volta quanto mi volessero. Sento ancora la stessa passione, lo stesso desiderio e voglio continuare a divertirmi giocando a calcio - prosegue Modric -. In questo momento questo è il posto migliore per me e spero di poter continuare a dare al Milan quello che ho dato l’anno scorso. Spero anche che faremo meglio, con un finale migliore, che impareremo dai nostri errori dell’anno scorso, perché fino alla partita con la Lazio o con il Napoli eravamo lì a lottare per il campionato.
Poi, quando abbiamo capito che sarebbe stato difficile vincere la Serie A, forse siamo un po’ calati e ci siamo sentiti sicuri, o fiduciosi, di essere già in Champions. Forse quello è stato un errore”. Sono giorni particolare per il mondo del calcio, ancor di più per il Milan che ha perso un simbolo come Franco Baresi.
“Prima di tutto vorrei fare le mie più sincere condoglianze ai suoi amici e alla sua famiglia. Franco Baresi rappresentava ciò che è il Milan. Era, se non il più grande, uno dei più grandi simboli di questo grande club. Una persona molto umile, un grande leader, ma guidava con l’esempio. È una perdita enorme per tutti i milanisti. L’ho incontrato quando giocavo con il Real contro il Milan a Los Angeles, qualche anno fa. Non ho avuto l’opportunità di parlare con lui, ma è uno di quei giocatori che, quando da bambino ti innamori di un club, prendi come esempio. Anche se non giocava nel tuo ruolo, è uno di quei giocatori che ammiri e pensi: ‘È così che bisogna comportarsi’, oppure ‘È così che bisogna giocare a calcio’”.
“Mi è sempre piaciuto il Milan fin da bambino e ho seguito il Milan prima di tutto per Boban, ma anche per giocatori come Baresi e altri grandi campioni. Franco era il capitano ed era sicuramente un’ispirazione per tutti i tifosi del Milan. Anche se molto piccolo, riesci comunque a vedere e percepire che cosa rappresenta ogni giocatore e che cosa dà al club. E lui era la migliore rappresentazione di ciò che è il Milan. Lui era un leader con l’esempio. Non parlava molto. Era molto umile. E per me ciò che lo descrive meglio è il modo in cui tornò dall’intervento chirurgico per giocare la finale del Mondiale contro il Brasile. Era quasi impossibile che riuscisse a tornare e invece tornò, giocò e si prese la responsabilità di calciare i rigori nella finale del Mondiale, cosa che non è facile. Io mi sono trovato in questa situazione: quando giochi per la tua nazionale e devi tirare un rigore... non è facile”. Questo dice tantissimo su di lui, sulla sua personalità e sulla sua leadership. Non era una persona rumorosa o che alzava la voce. Era molto umile e guidava con l’esempio”.
Bisogna andare avanti e pensare a dare il meglio anche per onorare il “Capitano”, anche il nuovo allenatore, Ruben Amorin, lo ha detto chiaramente. Modric si è appena riaggregato al gruppo e in questi giorni avrà la possibilità di conoscere il nuovo tecnico.
“Sono ancora un po’ stanco per il lungo viaggio, ma ho parlato con l’allenatore un paio di volte durante l’estate e le sensazioni sono molto positive. Spero che sarà così per tutta la stagione, che saremo sulla stessa lunghezza d’onda, che ci capiremo. Porterà idee nuove, quello che vuole da noi, e noi cercheremo di fare tutto quello che ci chiederà. Spero davvero che potremo fare una grande stagione”, duce Modric che concorda con Amorim. “Vincere per Baresi può essere un grande obiettivo per noi: sarebbe qualcosa di straordinario poter vincere un trofeo e dedicarlo a Franco Baresi, sarebbe meraviglioso e lavoreremo duramente per riuscirci”. Tra i rinforzi arrivati quest’anno c’è Gonçalo Ramos.
“L’ho seguito molto nei club in cui ha giocato. È un grande giocatore, un grande attaccante. Forse è proprio quello di cui avevamo bisogno e che forse ci è mancato in passato. Spero che continui a fare le grandi cose che ha fatto in tutti i club in cui ha giocato. Ho avuto una recente brutta esperienza contro di lui, quando ha segnato contro la Croazia e non è un bel ricordo. E’ un grande giocatore ed è anche un’ottima persona, per quello che ho potuto percepire in questi giorni e nella partita contro il Portogallo. Spero che porti tanti gol e tanta felicità alla nostra squadra”. A proposito di portoghesi, al momento c’è ancora Rafa Leão in questo Milan.
“Non voglio dargli consigli, Rafa è abbastanza maturo da sapere cosa sia meglio per sé. Sa quanto i tifosi e tutto il club gli vogliano bene. È bello averlo qui. È un grande giocatore. Deve solo lavorare duro e dare il massimo per il club, come ha sempre fatto. Forse non ha avuto una grande stagione: ci sono stati molti infortuni, non si sentiva abbastanza forte. Ma Rafa è ancora un grande giocatore, se dovesse restare sarebbe fantastico per noi, perché quando è al massimo è uno dei migliori giocatori del mondo - sottolinea Modric -. Spero che possa stare bene, ritrovare il suo calcio e aiutarci a fare una grande stagione. Mi piacerebbe vederlo qui anche l’anno prossimo, ma vedremo cosa succederà. Lui e il club decideranno quale sarà la soluzione migliore, ma come giocatore, naturalmente, vuoi Rafa nella tua squadra”.
Modric torna ancora sul suo ritorno al Milan, ribadendo che non ha mai avuto dubbi. “Avrei potuto firmare il rinnovo, già a dicembre. Ma non volevo farlo perché volevo ascoltare e sentire il mio corpo, capire come stavo, se avevo ancora la stessa rabbia, lo stesso desiderio e la stessa passione per continuare a giocare a calcio.
Quello che il Milan mi ha dimostrato, sia l’anno scorso sia durante il Mondiale e dopo la stagione, è tutto ciò che un giocatore desidera: fiducia e affetto. Quando sono arrivato qui per la prima volta ho detto che volevo vincere con il Milan e questo è il mio sogno. Vedremo se sarà lo scudetto o qualche altro titolo, ma questo è il mio sogno ed è per questo che sono qui. Non sono venuto solo per divertirmi e non preoccuparmi di vincere”.