MONTECARLO - C’è una svolta radicale nelle indagini sull’esplosione che lunedì ha sconvolto il Principato di Monaco, provocando tre feriti gravi in Place des Moulins.
La polizia giudiziaria ha identificato la principale sospettata: si tratta di Anastasiia Berezovska, una cittadina ucraina di 39 anni. Nei suoi confronti è già stato emesso un mandato di arresto internazionale con una Red Notice diffusa dall’Interpol.
Durante una conferenza stampa, il procuratore aggiunto monegasco Morgan Raymond ha spiegato che ci sono volute 48 ore per dare un nome alla fuggitiva, precisando che la donna “non avrebbe agito da sola. L’inchiesta giudiziaria si è concentrata sull’esistenza di complici”.
Raymond ha aggiunto che la relativa sofisticatezza dell’ordigno e il modus operandi indicano la presenza di una rete di supporto: “Altre due persone di sesso maschile sono state fermate nei giorni scorsi, ma nulla permette di stabilire la loro complicità. La loro custodia cautelare è stata revocata”.
L’obiettivo dell’attentato era la famiglia dell’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, noto uomo d’affari che risiede a Monaco, ma è soggetto a sanzioni dal dicembre 2023 da parte del Consiglio di Sicurezza Nazionale ucraino, con l’accusa di aver continuato le sue attività nel commercio di alcolici in Crimea, territorio sotto occupazione russa.
Nell’esplosione sono rimasti feriti l’oligarca, il figlio di 13 anni (il primo a varcare la soglia del palazzo) e la compagna Anna Nasobina.
Le condizioni di quest’ultima restano gravissime e la prognosi vitale è ancora riservata: secondo quanto riportato da BfmTv, la donna ha subito l’amputazione di entrambe le gambe. Al momento, gli inquirenti privilegiano due piste investigative precise: la criminalità organizzata o l’ingerenza straniera.
Gli elementi in mano agli investigatori, supportati dalle telecamere di videosorveglianza, hanno permesso di ricostruire la meticolosa preparazione del piano.
La sospetta aveva effettuato diversi sopralluoghi nei giorni precedenti, in particolare il 26 e il 27 giugno, occasioni in cui era “travestita da uomo” indossando un berretto nero e abiti larghi per sviare le indagini. Il 28 giugno ha compiuto un ultimo controllo, questa volta senza travestimento.
Il giorno dell’attentato, poco prima delle 21, Berezovska ha individuato la famiglia Ermolaev mentre tornava da una cena in riva al mare. Li ha seguiti e preceduti fino all’ingresso del loro stabile. Lì ha “estratto un pacco nascosto in una borsa” della spesa (uno zaino-bomba) e lo ha depositato sui tre gradini davanti all’edificio. Subito dopo si è allontanata per attendere seduta su una panchina in Place des Moulins.
Come precisato dalla procura, la donna “si è voltata per controllare se le vittime fossero presenti prima di far detonare l’ordigno”, attivando la bomba a distanza tramite “un telecomando” proprio nel momento in cui Anna Nasobina passava vicino alla borsa.
Subito dopo l’attacco, la trentanovenne è fuggita a bordo di un’auto a noleggio immatricolata in Germania. Secondo quanto appreso, la sera stessa dell’attentato la donna ha attraversato il confine di Ventimiglia, dirigendosi verso la Svizzera e completando la tratta senza mai fermarsi sul territorio italiano.
Il tracciamento del veicolo ha svelato che l’auto ha attraversato diversi Paesi europei per fare rientro in Germania, dove la donna risiede ufficialmente.
Le forze di sicurezza tedesche, in una nota congiunta della polizia regionale dell’Assia e della procura di Francoforte, hanno confermato di aver già perquisito il domicilio della sospetta. Berezovska non è stata trovata e “la donna ricercata è attualmente latitante”, ma gli agenti hanno sequestrato diverse prove che saranno consegnate alle autorità monegasche.
Nella scheda internazionale dell’Interpol, diffusa insieme alle foto della procura, la ricercata viene descritta come una donna bruna con capelli castani lunghi fino alle spalle. È facilmente riconoscibile per un tatuaggio sulla parte superiore del braccio destro, che si estende dalla spalla fino al gomito e raffigura “probabilmente un serpente”, ben visibile nelle immagini in cui indossa una maglietta a maniche corte a righe bretoni.