ROMA - È scontro tra la Flc Cgil e il ministero dell’Istruzione e del Merito sulla richiesta inviata agli Uffici scolastici regionali per acquisire informazioni sulle iniziative scolastiche legate al mondo islamico.
Il sindacato parla di un fatto “gravissimo” e “inaccettabile” e chiede il ritiro immediato della nota. Da Viale Trastevere, però, arriva la replica: “Nessun censimento o schedatura”.
Secondo la Flc Cgil, dietro il richiamo a generici fatti di cronaca e a temi di interesse pubblico, il ministero avrebbe chiesto di segnalare incontri con imam, visite a moschee e dibattiti sul mondo musulmano. Il sindacato fa riferimento a una comunicazione riservata inviata ai dirigenti dagli Uffici scolastici regionali, nella quale si chiede di verificare se nel territorio di riferimento ci siano scuole che abbiano ospitato iniziative di questo tipo, specificando, dove possibile, il numero degli istituti coinvolti.
Nella nota, secondo quanto riferito dalla Cgil, si chiede un riscontro anche nel caso in cui la ricognizione abbia esito negativo, per consentire una risposta tempestiva al ministero. Per il sindacato si tratta di “un’operazione di controllo ideologico” che colpisce l’autonomia scolastica e rischia di alimentare sospetto invece di promuovere dialogo e inclusione.
Il ministero respinge l’accusa di schedatura e definisce la richiesta una raccolta di informazioni “doverosa e consueta” presso gli Uffici scolastici regionali. L’obiettivo, spiega Viale Trastevere, sarebbe rispondere a due risoluzioni attualmente all’esame della VII Commissione della Camera firmate dagli esponenti leghisti Rossano Sasso e Giovanna Miele, riguardanti il rischio di “indottrinamento islamista” e il rafforzamento delle garanzie di pluralismo nelle scuole.
La Flc Cgil resta però critica e accusa il ministero di calpestare il pluralismo culturale che dovrebbe essere alla base della scuola pubblica. Gli istituti, sottolinea il sindacato, non sono luoghi “di schedature”, ma spazi di conoscenza e confronto.