VARSAVIA - La Russia sarebbe pronta a testare la resistenza e la “risolutezza” della Nato nel difendere i propri alleati, pianificando un attacco in Polonia che potrebbe scattare entro pochi mesi.

Gli Stati Uniti hanno già lanciato diversi avvertimenti formali a Varsavia in merito al complotto. A rivelarlo è il portale giornalistico polacco Onet (citando fonti vicine al presidente Karol Nawrocki e ad ambienti della sicurezza) in un’inchiesta rilanciata anche dal quotidiano britannico The Telegraph. 

Secondo l’intelligence occidentale, l’obiettivo strategico del Cremlino non è scatenare un conflitto aperto e su larga scala con l’Alleanza Atlantica, bensì provocare una crisi geopolitica sufficiente a spaccare la Nato, mettendone sotto pressione i membri occidentali affinché riducano o sospendano il sostegno militare all’Ucraina.  

Nel peggiore dei casi, Mosca punterebbe a minare la sovranità polacca e a dimostrare che la Nato è solo una “tigre di carta” (espressione usata dal presidente statunitense Donald Trump), rafforzando così la propria posizione negoziale senza arrivare a una guerra convenzionale.  

Gli apparati di sicurezza polacchi e alleati stanno esaminando diversi scenari d’attacco. Il primo prevede un possibile “attacco con droni a infrastrutture critiche” o centrali elettriche, oppure raid aerei simulati per costringere Varsavia ad attivare e scoprire i propri sistemi di difesa aerea. 

Nello scenario più estremo, l’intelligence polacca teme un “attacco ibrido nella regione di confine” o operazioni informatiche su larga scala. Le fonti ipotizzano una vera e propria “incursione armata” terrestre che potrebbe essere sferrata da nord, attraverso l’exclave russa di Kaliningrad (dove Mosca ospita armi nucleari), oppure da est, dal territorio della Bielorussia.  

Per evitare l’attivazione automatica dell’Articolo 5 della Nato sulla mutua difesa, l’operazione verrebbe camuffata dal Cremlino come un “incidente”, un “errore di navigazione” dovuto a un guasto del Gps, o come “una missione d’emergenza di recupero con elicottero”, apparentemente in avaria. 

La scelta della Polonia come bersaglio non è casuale. Sebbene Varsavia resti un fedele pilastro della sicurezza ucraina, le relazioni bilaterali con Kiev si sono inasprite negli ultimi mesi a causa di divergenze storiche legate alla Seconda Guerra Mondiale e della forte concorrenza nel settore agricolo.

Il timore concreto è che Mosca voglia infilarsi in questa crepa, ampliando la frattura politica per spingere l’opinione pubblica polacca a chiedere il ritiro del supporto all’Ucraina. 

La risposta della Nato, tuttavia, è già in atto sul piano della deterrenza. Un membro della dirigenza del ministero della Difesa polacco ha confermato a Onet il rischio concreto della provocazione russa, sottolineando però che la Polonia ha già condotto esercitazioni mirate a far comprendere a Mosca che la risposta alleata sarebbe devastante.

In quest’ottica, come appreso dal Telegraph, una recente esercitazione navale in Lettonia (guidata dalla marina statunitense) è servita da esplicito promemoria per il Cremlino: qualsiasi attacco sul fianco orientale equivarrebbe, di fatto, a un attacco diretto contro le truppe degli Stati Uniti.