MONTREAL (Canada) - L’uomo che non t’aspetti. Sulle strade canadesi è Brandon McNulty ad alzare le braccia al cielo: una fuga solitaria che ha permesso allo statunitense di beffare tutti e di vincere la prova in linea maschile Elite dei Campionati del mondo di ciclismo. Secondo posto per l’australiano Michael Matthews, medaglia di bronzo per l’olandese Mathieu van der Poel, staccati di 13”, al pari del gruppetto dei migliori inseguitori. Fra questi anche l’azzurro Giulio Ciccone, che ha chiuso la gara al nono posto. Il corridore dell’Uae Team Emirates XRG diventa il terzo statunitense della storia a vincere la maglia iridata in linea, dopo Greg Lemond (campione nel 1983 e nel 1989) e Lance Armstrong (trionfatore nel 1993). La maglia iridata resta, dunque, sulle spalle dell’Uae Team Emirates XRG: dopo i successi di Tadej Pogacar del 2024 e del 2025, lo sloveno, assente a Montreal per via dell’infortunio alla clavicola rimediato nel corso della Vuelta a Espana, ha passato il testimone al ciclista a stelle e strisce.

Finkst (Slovenia), Leknessund (Norvegia), Engelhardt (Germania), Girmay e Mulubrhan (Eritrea), Meehan (Irlanda), Boivin (Canada), Liepins (Lettonia), Antonenko (Ucraina), Stolic (Serbia), Jurado (Panama), Mayer (Namibia), Vaidian (Romania), Miltiadis (Cipro), Hopkins (Bermuda) e Ansari (Rifugiati) sono stati i primi corridori ad attaccare: i 16 battistrada hanno guadagnato fino a 8’30” rispetto al gruppo principale. A circa 100 km dal traguardo, dopo l’ingresso nel circuito cittadino, è esplosa la corsa, davanti, dopo una serie di ribaltamenti, sono rimasti Van der Poel, Simmons e Onley, con il gruppetto dei migliori che ha cercato di ricucire lo strappo. Diversi gli scatti di del Toro e Pidcock, la corsa si è riaperta in diverse occasioni, a circa 35 chilometri è stato McNulty a sfruttare il lavoro dei compagni di squadra e ad approfittare della situazione di stallo: lo statunitense ha affondato guadagnando 1’ di vantaggio, poi in molti, tra cui Ciccone, hanno provato a riaprire la corsa arrivando fino a 20” dallo statunitense, ma i 273.4 km hanno influito negli attacchi finali.

“Sicuramente c’è un po’ di delusione per il risultato - ha dichiarato Ciccone dopo il traguardo - eravamo venuti qui per qualcosa in più, ma a livello tattico abbiamo cercato di fare tutto al meglio. È stata dura, all’ultimo giro ho avuto i crampi, siamo arrivati a 20” da McNulty, ma nel finale è stato davvero duro. Credo di aver corso un buon Mondiale, tutti abbiamo cercato di fare il massimo. Ci abbiamo provato senza nulla da perdere. Siamo andati fortissimo da molto lontano, nel finale eravamo tutti al limite, c’era tanto tatticismo. Io avevo nel mirino Seixas e Evenepoel, mi sono concentrato su di loro. Poi ho capito che ne avevano meno, ho provato, ma è andata così”.

Al termine della gara ha parlato anche Christian Scaroni: “Nei primi due giri del circuito la Francia ha fatto un forcing duro come ci aspettavamo, a sette giri dalla conclusione abbiamo deciso di aprire la corsa. Ci siamo mossi io e Pellizzari, poi siamo rimasti sorpresi dai vari scatti ed è uscita una corsa a eliminazione, è stato un caos negli ultimi quattro giri. Abbiamo dato tutto quello che avevamo”.

Soddisfatto invece Lorenzo Finn, al suo primo Mondiale da Elite: “È stata senza dubbio la giornata più dura della mia vita, ma entrati nel circuito eravamo ben messi, nei primi cinque-sei giri stavo bene, poi quando c’è stata la selezione ho iniziato a sentire la fatica. È stata una bella esperienza, sono mattoncini per il futuro. Mi ricorderò di questa giornata”.

La manifestazione iridata di Montreal si chiude per la spedizione azzurra con cinque medaglie complessive: una d’oro, vinta nella staffetta mista, tre d’argento, conquistate da Filippo Ganna (crono individuale Elite), Nicolas Milesi (crono individuale Under 23) e Matilde Rossignoli (prova in linea donne Juniores), e una di bronzo, ottenuta da Elisa Longo Borghini (nella gara in linea donne Elite).