BRUXELLES - Non esiste un rischio concreto che in Europa si arrivi all’uso di armi nucleari, nonostante le continue minacce arrivate da Mosca. Ne è convinto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto a Bruxelles a un convegno su spazio e difesa organizzato da Euronews.

“No, non è così“, ha risposto nettamente alla domanda su un possibile scenario di escalation atomica, spiegando che il presidente russo Vladimir Putin “sa che non potrà mai vincere contro la Nato” e che per questo la sua retorica non rappresenta un pericolo immediato. 

Allo stesso tempo, Rutte ha ribadito la necessità di far presente a Mosca la natura difensiva dell’Alleanza Atlantica, affermando che “bisogna porre fine” alla retorica nucleare.

“La Nato è molto più forte della Russia; non c’è quindi alcuna possibilità che possano mai sconfiggerci”, ha aggiunto, invitando i Paesi europei a mantenere la calma e a proseguire con decisione nel sostegno all’Ucraina. “Putin non sta vincendo questa partita. Possiamo quindi presumere che sia un po’ preoccupato e scosso”, ha osservato il segretario generale. 

Richiamando l’aumento degli investimenti nella difesa da parte di Paesi Bassi, Germania e gran parte degli alleati, Rutte ha chiarito che l’obiettivo è garantire le capacità necessarie a mantenere il vantaggio strategico su Mosca: “La Russia possiede chiaramente una forza militare potente e noi vogliamo mantenere il vantaggio”.

Ha poi avvertito contro le manovre destabilizzanti del Cremlino: “Attraverso queste lettere e queste attività ibride nella ‘zona grigia’, Putin cerca di dividerci e di farci perdere di vista l’Ucraina. Noi non glielo permetteremo. Non vi è alcuna minaccia imminente per il territorio della Nato. Siamo perfettamente preparati, sia per quanto riguarda le minacce ibride sia per qualsiasi altro scenario possibile. Dobbiamo però mantenere la lucidità: la Russia è in difficoltà in Ucraina ed è proprio questo il punto cruciale”. 

Mentre la Nato rivendica la propria solidità, il conflitto si conferma una complessa guerra di resistenza finanziaria. Per la prima volta dall’inizio dell’invasione, l’Ucraina ha diffuso una stima sui costi complessivi del conflitto: il primo ministro Sergii Koretskyi ha riferito che nell’intero 2026 la spesa raggiungerà i 155 miliardi di dollari.

Kiev sta faticando per colmare un deficit di finanziamento di 27 miliardi in vista delle operazioni militari del 2027. Se 7 miliardi saranno reperiti dal bilancio statale ucraino tramite misure di rigore finanziario, per i restanti 20 sono in corso trattative con i partner internazionali. 

Un segnale sul fronte degli aiuti è arrivato dai Paesi dell’Unione Europea, che hanno sbloccato 6,6 miliardi di euro fermi dalla primavera del 2023 a causa del veto ungherese. Il pacchetto stanzia 4,7 miliardi per i rimborsi, un miliardo per l’acquisto congiunto di equipaggiamenti e 900 milioni per la missione di addestramento Eumam Ucraina; l’effettiva erogazione resta vincolata all’approvazione di specifici atti legislativi. 

Dall’altro lato del fronte, anche la Russia affronta i costi del conflitto. Intervenendo alla seduta di insediamento della nuova Duma, il presidente Vladimir Putin ha assicurato che “la Russia non si umilierà andando in giro per il mondo a chiedere l’elemosina, a differenza di altri”.  

Il Cremlino deve però fare i conti con un rallentamento economico pur basandosi solo su risorse interne: la nuova legge di bilancio prevede infatti di destinare alla difesa 17,1 trilioni di rubli (202,58 miliardi di dollari) nel 2027, con un incremento del 27% rispetto ai 13,5 trilioni inizialmente stimati. Si tratta della cifra più alta dal febbraio 2022, che comporterà tagli alla spesa sociale, alla sanità, all’istruzione, alle infrastrutture e ai sussidi agricoli. 

Sul piano militare, l’Ucraina ha vissuto un’altra notte di intensi bombardamenti che hanno causato 5 morti, tra cui un bambino, e 14 feriti.

“È stato un bombardamento complesso: quasi 190 droni d’attacco, oltre alla balistica. Dalla notte stanno lavorando i servizi di emergenza e le squadre di riparazione per eliminare le conseguenze dell’attacco”, ha reso noto su X il presidente Volodymyr Zelensky, lanciando un nuovo appello per la fornitura di difesa aerea: “Ogni missile intercettore salva davvero delle vite. E più ci avviciniamo all’inverno, maggiore è la necessità di questa protezione. Dobbiamo fare di tutto affinché la scommessa della Russia sul terrore dei missili balistici e dei droni non venga ripagata. Grazie a tutti coloro che sono al fianco dell’Ucraina”. 

L’offensiva russa sta colpendo duramente il tessuto produttivo. Il primo ministro Koretskyi ha sottolineato che “dall’estate non c’è stato praticamente un solo giorno senza un attacco alle nostre infrastrutture energetiche”, precisando tuttavia che un attacco combinato di tale portata non si verificava dalla fine della scorsa stagione di riscaldamento.

L’impatto economico di questi raid continui è stato evidenziato dal ministro dell’Economia e dell’Ambiente Oleksandr Kravchenko, che ha accusato il Cremlino di voler distruggere “praticamente l’intera economia”, calcolando che ogni ora di stop alle attività causata dagli allarmi aerei costa al Paese 45 milioni di dollari.