TEL AVIV - Un gravissimo episodio nei cieli del Medio Oriente ha sfiorato la tragedia a bordo del volo Flydubai FZ1073 diretto a Tel Aviv, dove un presunto attentato in cabina ha provocato la violenta picchiata dell’aereo prima di un atterraggio d’emergenza in Arabia Saudita. Nel frattempo, gli Emirati hanno disposto il rientro dei velivoli in volo e bloccato i collegamenti.
Partito da Dubai con circa 150 passeggeri (in gran parte cittadini israeliani), il Boeing 737 MAX si trovava sopra il territorio saudita quando ha lanciato un segnale di emergenza generale, seguito dal codice di dirottamento.
I dati di tracciamento di Flightradar24 hanno evidenziato un’improvvisa e drammatica caduta libera: il velivolo ha perso 4.000 metri di quota in soli 29 secondi, passando da 9.400 a 5.100 metri (da 34.000 a 17.000 piedi). Dopo essere arrivato fino allo spazio aereo della Giordania, l’aereo ha invertito la rotta ed è atterrato all’aeroporto di Tabuk, nell’Arabia Saudita nord-orientale, mentre dai comandi israeliani venivano fatti alzare in volo i caccia d’intercettazione.
Secondo le prime ricostruzioni, il primo ufficiale (di origine omanita) avrebbe accoltellato il comandante per prendere il controllo esclusivo del velivolo e farlo precipitare, con l’intenzione di replicare gli attentati dell’11 settembre 2001. A quanto riferito da un alto funzionario israeliano alla rete N12, “Non c’è ancora la conferma certa che si trattasse di un terrorista ma le prime valutazioni indicano che l’obiettivo era far schiantare l’aereo al suolo e non dirottarlo”.
Le valutazioni condotte dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf), Shin Bet e Mossad stanno orientando l’indagine verso la pista del terrorismo.
A bordo si è scatenata una drammatica colluttazione. Alcuni passeggeri resisi conto della brusca spirale e una seconda squadra di piloti presente in abiti civili per un’esercitazione sono riusciti a forzare l’ingresso nella cabina di pilotaggio.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato: “Il grave incidente sul volo Flydubai è stato un tentativo di attacco jihadista, sventato grazie all’eroismo di alcuni passeggeri israeliani. Secondo le prime informazioni in nostro possesso, l’intenzione del terrorista era una sola: far schiantare l’aereo con tutti i suoi passeggeri. Quando il primo ministro e io lanciamo avvertimenti e allerte di sicurezza basati sull’intelligence, tutti devono ascoltarli e prenderli sul serio”.
In una dichiarazione video, anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ricostruito l’accaduto definendolo “un incidente di sicurezza estremamente grave”.
Netanyahu ha spiegato che uno dei piloti “ha accoltellato l’altro pilota e apparentemente ha tentato di far schiantare l’aereo”, per poi aggiungere: “Ho parlato con uno dei passeggeri israeliani. Mi ha detto che l’aereo è entrato in una spirale e ha iniziato a scendere. Mi ha raccontato che, in qualche modo, è riuscito a entrare nella cabina di pilotaggio con un membro dell’equipaggio e, insieme, hanno neutralizzato il pilota che aveva inferto la coltellata” e “tentava di sabotare i sistemi dell’aereo”.
Il premier ha proseguito raccontando che “un altro membro dell’equipaggio che si trovava a bordo dell’aereo è entrato nella cabina di pilotaggio ed è riuscito a stabilizzare il velivolo. Rendo omaggio a questi eroi che hanno dimostrato straordinaria ingegnosità e coraggio. Hanno salvato molte vite e impedito una grave catastrofe”, confermando che “tutti sono fuori pericolo”.
La violenta picchiata ha provocato evidenti danni strutturali all’aereo. Le immagini girate all’aeroporto di Tabuk mostrano una sezione mancante dal timone di coda sullo stabilizzatore verticale. Secondo Arik Zer, ex responsabile della sicurezza aerea dello Shin Bet, la brusca manovra ha causato il cedimento e “non si può certo dire che l’impatto sia stato causato da un oggetto esterno”. Altre immagini mostrano passeggeri con magliette macchiate di sangue.
Entrambi i piloti coinvolti nella colluttazione sono rimasti feriti e ricoverati in ospedale a Tabuk. Sulle loro nazionalità le informazioni restano contrastanti: mentre fonti indiane identificano il comandante in Smit Machchhar (cittadino indiano), altre ricostruzioni ne indicano la nazionalità emiratina, affiancato dal copilota omanita.
Una volta a terra, il copilota sospettato è stato arrestato dalle autorità saudite. “Il pilota che ha sferrato l’attacco è stato arrestato e viene attualmente interrogato dalle autorità saudite”, ha confermato Netanyahu, precisando che gli interrogatori vedono il coinvolgimento delle autorità israeliane.
In seguito, la compagnia emiratina ha inviato velivoli sostitutivi a Tabuk e in serata un volo Flydubai è atterrato all’aeroporto Ben-Gurion di Tel Aviv portando in patria 174 passeggeri, tra cui 27 bambini. I passeggeri saranno sottoposti a interrogatorio da parte delle autorità israeliane.
La compagnia emiratina Flydubai ha confermato l’insorgere di una “lite in cabina di pilotaggio”, mantenendo una linea di prudenza sulle cause dell’evento. Un portavoce della società ha dichiarato: “La situazione a bordo è stata messa in sicurezza dall’equipaggio Flydubai in servizio che viaggiava sul volo, che ha provveduto a deviare la rotta e ad atterrare in sicurezza all’aeroporto di Tabuk”.
L’azienda ha sottolineato che “è troppo presto per determinare le cause o i motivi dell’incidente”, aggiungendo: “In questa fase iniziale, le motivazioni alla base dell’accaduto non sono note e sono oggetto di un’indagine ufficiale.
Le circostanze non sono ancora del tutto chiare e sono oggetto di un’indagine ufficiale da parte delle autorità competenti”, assicurando “piena collaborazione con le indagini per accertare i dettagli e le cause dell’accaduto”. Il portavoce ha infine esortato “tutte le parti ad astenersi da speculazioni premature mentre le autorità ricostruiscono i fatti”, precisando che “abbiamo inviato due aerei sostitutivi a Tabuk per prendere in carico passeggeri ed equipaggio” e che “l’incidente non ha ripercussioni sulle altre operazioni programmate nel network di Flydubai”.