FIRENZE - Fiducia, coraggio e voglia di misurarsi con una delle Nazionali più forti al mondo. Giorgio Scalvini presenta così la sfida contro la Francia di Zinedine Zidane, a punteggio pieno dopo le prime due partite di Nations League.

“La Francia è una squadra fortissima, tra le migliori al mondo. Soprattutto in attacco ha una qualità e una velocità superiori a tutti o quasi”, ha spiegato il difensore dell’Atalanta. “Con mister Mancini analizzeremo e studieremo l’avversario per capire cosa fare. Noi siamo positivi e coraggiosi, siamo l’Italia e cercheremo di fare del nostro meglio. Andremo lì per giocare e dare il massimo”.

Gli azzurri arriveranno allo Stade de France forti della convincente vittoria ottenuta in Turchia. Roberto Mancini potrebbe ripartire proprio dalle certezze difensive viste a Bursa, con Alessandro Bastoni e lo stesso Scalvini, protagonista di un’ottima prestazione.

“Dobbiamo migliorare le cose che abbiamo fatto nelle prime due partite per preparare il match con la Francia e trovare il modo di andare lì a giocare a viso aperto. Affrontando una squadra così forte possiamo capire a che punto siamo”.

A Bursa, Scalvini si è reso protagonista anche di una chiusura difensiva festeggiata insieme a Bastoni e Donnarumma quasi come un gol. “È stato un momento molto bello. Quella chiusura e quell’esultanza mi hanno caricato tanto durante la partita, perché è stato un momento di unione. Questo gruppo è fantastico, ci troviamo molto bene tra di noi”.

Il successo in Turchia ha dato ulteriore fiducia all’Italia. “Ci ha dato la consapevolezza che siamo una squadra forte, che possiamo dominare le partite come ci chiede Mancini e che abbiamo le qualità per giocare bene a calcio e vincere”.

Scalvini ha sottolineato anche l’importanza dei giocatori più esperti nella crescita del nuovo gruppo azzurro. “I senatori stanno aiutando tanto noi giovani. È molto importante per capire il vero spirito dell’Italia e della Nazionale. Per noi è fondamentale prenderli come esempio, come persone oltre che come calciatori. Mancini ci chiede di creare un bel gruppo e stiamo molto bene insieme”.

Il difensore conosce già bene il ct, ritrovato sulla panchina azzurra dopo le esperienze con Luciano Spalletti e Gennaro Gattuso. “Mi sono sempre trovato benissimo con lui. Mi piace molto la trasparenza con cui mi dice quello che pensa, oltre naturalmente a tutto il suo bagaglio calcistico. Sono molto contento di averlo incontrato nuovamente”.

Chiaro anche il messaggio di Mancini alla squadra: “Cerca sempre di creare una squadra che voglia dominare la partita. Ci ricorda anche che il calcio è divertimento e che dobbiamo divertirci. Dopo la sconfitta con il Belgio avevamo voglia di riscattarci e fare bene in Turchia. L’approccio ci ha aiutato, ma l’atteggiamento deve essere sempre quello”.

Scalvini ha poi parlato della grande tradizione italiana nel suo ruolo, citando Alessandro Nesta, Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini. “Sono leggende del calcio. Il calcio è cambiato e oggi a noi difensori vengono chieste cose diverse rispetto al passato. Li ho sempre considerati degli idoli e aver condiviso allenamenti e partite con Bonucci e Chiellini è stato fantastico”.

Una crescita favorita anche dalla presenza di Bonucci nello staff e dal confronto quotidiano con giocatori come Bastoni e Mancini: “Da loro possiamo imparare tantissime cose che magari da fuori non si riescono a capire”.

Anche la difesa a quattro utilizzata sia da Mancini sia da Maurizio Sarri all’Atalanta può aiutarlo. “Indubbiamente è utile. Ci sono differenze nelle richieste dei due allenatori, ma per me è tutto un arricchimento del bagaglio personale”.

Infine, Scalvini è tornato sui diversi infortuni affrontati durante la sua carriera. “Mentalmente non è stato facile, ma ho sempre cercato di vedere il lato positivo. Non ho mai perso la testa e devo molto alla mia ragazza, alla mia famiglia, ai miei amici e ai miei compagni. Mi hanno aiutato tantissimo”.

Ora il classe 2003 guarda avanti, dopo aver rinnovato con l’Atalanta fino al 2031. “Questo può essere un anno di cambiamento, nel quale posso imparare tanto. Vorrei essere al 100% per dare tutto con la Nazionale e con il club”.

E sul futuro non esclude, un giorno, un’esperienza lontano dall’Italia: “A Bergamo mi sono sempre trovato e mi trovo molto bene, ma capisco anche chi sceglie di andare all’estero. È un’esperienza che magari un giorno potrei fare anch’io”.