CANBERRA – La revisione del National Disability Insurance Scheme (NDIS) accende preoccupazioni tra le persone con disabilità e le organizzazioni di settore, che temono un ridimensionamento dei servizi in nome della sostenibilità finanziaria.

Il governo si prepara ad annunciare una riforma ampia del programma da 50 miliardi di dollari, con l’obiettivo dichiarato di frenarne la crescita.

Il ministro della Sanità Mark Butler illustrerà i cambiamenti, che potrebbero includere criteri più restrittivi per l’accesso e regole più rigide per i fornitori. La misura viene varata mentre la spesa per il NDIS continua ad aumentare a ritmi elevati, intorno al 10% annuo, ben oltre le previsioni iniziali.

Ma tra i beneficiari cresce l’ansia. “La nostra comunità è preoccupata e vuole certezze sul futuro”, ha dichiarato Jeramy Hope, presidente di People With Disability Australia. Le organizzazioni chiedono al governo di intervenire sull’efficienza del sistema, riducendo burocrazia e sprechi, piuttosto che limitare l’accesso o i servizi.

Dal lato dell’esecutivo, il messaggio è diverso. Il ministro delle Finanze Katy Gallagher ha riconosciuto le preoccupazioni, ma ha insistito sulla necessità di garantire la tenuta del sistema nel lungo periodo. “Non possiamo ignorare una crescita della spesa così rapida”, ha affermato, sottolineando che il costo annuale è ormai molto superiore a quanto previsto in origine.

La questione coinvolge anche gli Stati, chiamati a contribuire al finanziamento del programma. I governi locali temono che eventuali restrizioni federali possano tradursi in un trasferimento dei costi a livello statale. Il premier del New South Wales Chris Minns ha avvertito che non si può scaricare il peso sui bilanci regionali: se alcune persone venissero escluse dal NDIS, i servizi dovrebbero comunque essere garantiti altrove.

Allo stesso tempo, alcune voci del settore vedono nella riforma un passaggio necessario. Il direttore di National Disability Services Michael Perusco ha sostenuto che il programma si è progressivamente allontanato dalla sua missione originaria, quella di sostenere persone con disabilità gravi e permanenti. Tra le proposte, anche l’obbligo di registrazione per tutti i fornitori, per migliorare trasparenza e controllo.

Il confronto resta aperto e delicato. Da un lato, la necessità di contenere i costi; dall’altro, la richiesta di tutelare servizi essenziali per migliaia di persone. Nei prossimi giorni si capirà se la riforma riuscirà a trovare un equilibrio tra queste due esigenze.