LONDRA - La recente rinuncia del Principe Andrea ai suoi titoli reali, sebbene mai ufficialmente collegata, arriva nel contesto della pubblicazione del libro di Virginia Giuffre, la donna che lo accusò di abusi sessuali. Giuffre, determinata a raccontare la sua storia, espone nel dettaglio come il potere, la corruzione e i presunti abusi sessuali abbiano segnato la vita delle vittime coinvolte nell’affare Epstein. 

Il libro è un’analisi straziante e spesso esplicita: Giuffre menziona il Principe Andrea 88 volte e offre resoconti dettagliati sugli abusi subiti per mano del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. The Independent ha esaminato le rivelazioni più significative. 

Giuffre descrive il suo primo incontro con il principe Andrea avvenuto a Londra, all’età di 17 anni, nella casa di Ghislaine Maxwell. Dopo una giornata passata a fare shopping con la compagna di Epstein, Virginia racconta di aver cenato con il finanziere, la stessa Maxwell e il principe, per poi essere portata in una discoteca chiamata Tramp. Tornati a casa, scrive che la figlia del magnate le avrebbe detto: “Devi fare per lui quello che fai per Jeffrey”. Secondo quanto riportato nel libro, riporta il quotidiano online inglese, quella notte ebbe luogo un primo rapporto sessuale con il principe, il quale le avrebbe poi detto “grazie” con un tono distaccato e aristocratico. Il giorno successivo, Epstein le consegnò 15.000 dollari. 

Il secondo presunto incontro si sarebbe, invece, verificato nella residenza di Epstein a Manhattan. Qui, Maxwell avrebbe introdotto Andrea in maniera teatrale, consegnandogli addirittura un burattino raffigurante sè stesso. Giuffrè racconta che fu mandata in una stanza per avere nuovamente un rapporto con lui. Nel libro, l’episodio viene descritto come una messa in scena che rifletteva il controllo totale esercitato dalla coppia. 

La terza, per cui non ricorda una data precisa, sarebbe avvenuta sull’isola privata di Epstein, Little Saint James. Giuffre scrive di aver preso parte a un’orgia che coinvolgeva Epstein, il principe Andrea e circa otto ragazze, che a suo dire sembravano tutte minorenni e non parlavano inglese. La scena viene descritta come disturbante e surreale, aggravata dal comportamento beffardo di Epstein, che ironizzava sulla loro incapacità di comunicare. 

Una parte cruciale del libro è dedicata all’effetto psicologico degli abusi. L’autrice racconta come le teorie cospirazioniste sulla morte di Lady Diana l’abbiano portata a temere per la propria vita. “Mi sentivo intrappolata in un sistema troppo grande per poter fuggire, sorvegliata e controllata da persone influenti”. Questo timore era condiviso anche dal suo ex fidanzato, Tony Figueroa. 

Giuffre rivela inoltre che, dopo aver messo in discussione la sua credibilità, il team del Principe Andrea avrebbe persino cercato di assumere troll su Internet per crearle ulteriore disagio. 

Un altro momento chiave fu l’intervista del 2019 in cui il Principe Andrea negò ogni accusa alla BBC Newsnight. Per Giuffre e i suoi avvocati, quella dichiarazione fu una svolta: “Per quanto devastante per lui, per noi fu come carburante”, dando l’impulso per procedere con la causa intentata nel 2021. 

Il libro si conclude con una riflessione sull’accordo extragiudiziale raggiunto con Andrea (stimato da alcune fonti oltre i 12 milioni di dollari). Giuffre dichiara di aver investito i fondi nella creazione della fondazione Reclaim (Soar), impegnata nella lotta alla tratta di esseri umani. 

Con queste memorie, Virginia Giuffre ha cercato di chiudere un capitolo doloroso, dedicando il libro “alle mie sorelle sopravvissute e a chiunque abbia subito abusi sessuali”.